Wanda Wulz

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I Wanda Wulz sono quello che fino ad ora era mancato alla nuova scena italiana: un gruppo intimista, in cui la musica e i testi, le poesie sono egualmente importanti e si complementano a vicenda, imprescindibilmente.
La loro musica, già perfettamente descritta su queste pagine, può ricordare i Lycia…, con il vantaggio, per noi italiani, dell’immediata comprensione delle parole, che ci guidano alla scoperta dell’anima degli artisti e, se ci si lascia andare, ci aiuteranno a guardare anche dentro la nostra.
Pur essendo musicalmente diversi, l’impatto emotivo che può avere la loro musica è paragonabile a quello dell’ascolto dei Joy Division: coinvolgente, profondo, contemporaneamente doloroso e catartico.
Il loro cd d’esordio è uscito a dicembre ed ha già ricevuto ottime recensioni, sia in Italia che all’estero, cosa che pare strana, ma mi fa tornare in mente la mia passione per i Goethes Erben (un altro gruppo che potrebbe essere loro avvicinato, per l’enfasi sui testi, e le emozioni che riescono a creare): pur non capendo una parola li recepivo empaticamente… , probabilmente è la stessa cosa che provano gli stranieri ascoltando loro.
Lascio ora la parola a Ludovico Padovan e Filippo Spadoni, sperando che sia per chi li ha già ascoltati un’occasione per conoscerli un po’ meglio e per chi li scoprisse ora qualcosa che invogli ad ascoltarli …

Raccontateci come è nato il progetto Wanda Wulz.

Ludovico: Avevo scritto molto materiale nel tempo e sentivo l’esigenza di approfondire seriamente il tutto una volta per tutte. Portare a compimento un percorso musicale che rispecchiasse sinceramente quello che cerco di rappresentare come persona. Mi sono avvalso dell’aiuto di Filippo che è stato subito disponibile una volta ascoltato il materiale e con non poca fatica siamo riusciti a realizzare, anche se non completamente, tutto quello che ci girava per la testa e bazzicava nell’animo da tempo: Colorermetico.
Filippo: Il progetto è nato dall’incontro tra me e Ludovico.
Una buona amicizia, ed un sentire ed intendere comune verso la musica. Abbiamo iniziato a scambiarci idee, testi, abbozzi di brani e piano piano il tutto ha preso forma autonomamente fino al compimento del primo lavoro, Colorermetico.

A chi e a cosa vi siete ispirati, sia musicalmente che artisticamente.

Ludovico: Mi è sempre piaciuto ascoltare musica che mi facesse provare qualcosa nel profondo, senza badare a generi o ad altro. Ma se devo indicare qualche nome, su tutti i The Sound, i lavori solisti di Adrian Borland, il meraviglioso gruppo dei Le masque.. Poi tanta letteratura , specie quella poesia crepuscolare di inizio novecento, il Vallini, Caproni e così via. Li sento come autori vicini e fonte di ispirazione da sempre per i miei lavori.
Filippo: Musicalmente i miei ascolti spaziano a 360°, dalla poetica di Tenco alla cold wave 80”, dal pop alla musica elettronica. Crediamo unicamente nella buona musica, aldilà di etichette e generi
Fonte d’ispirazione è stata anche molta letteratura italiana. Buzzati, Chiara, Soldati, Pavese, Govoni, Sbarbaro. Sinceramente troppi per essere elencati…

In un immaginario gioco della torre, se poteste portare con voi solo cinque oggetti, cosa prendereste?

Ludovico: Un paio di cuffie, un dispositivo ad energia solare per riprodurre musica all’infinito (se mai ne produrranno uno), una bottiglia di buona birra artigianale,carta e penna.
Filippo: Un po’ restrittivo. Comunque proviamo; un foglio di carta, una penna, un buon libro, una buona bottiglia di barbera, un disco di De André.

Visto che non siete i classici esordienti ventenni, mi piacerebbe sapere cosa avete fatto prima dei Wanda Wulz

Ludovico: Aspettavo di fare un disco Wanda Wulz.
Filippo: Per quanto mi riguarda sono sempre stato un onnivoro a livello musicale. Ho ascoltato/comprato davvero tonnellate di musica in vita mia unite a riviste, fanzine, tape trading e quant’ altro la riguardasse… da qualche anno porto avanti anche il progetto Alison Wait per il quale mi sono avvalso della collaborazione anche di altre persone. E’ uscito un album nel 2010; un nuovo capitolo giace pronto nel mio studio…

Wanda Wulz - Ludovico

Definirei la vostra musica “poesia enfatizzata da sonorità, da atmosfere che la delineano”, siete d’accordo con questa affermazione?

Ludovico: Centrato perfettamente. Parole accompagnate da ambientazioni strumentali che cerchino di abbracciarle in un unicum stato emotivo per l’ascoltatore.
Filippo: Direi di sì…la trovo calzante

Ho visto i vostri video… che trovo ricostruiscano, integrino la musica, io, e non solo io, ho trovato quello di “Ombre” commovente, di grande impatto emotivo… si potrebbe dire arte a 360 gradi, vorrei che me ne parlaste e soprattutto sapere ne ne farete altri.

Filippo: E’ stata una mia idea. Un sorta di prova, senza troppe pretese ma noto che diverse persone hanno apprezzato la cosa. Ritengo che unire immagini di un certo spessore al lato musicale enfatizzi notevolmente il lato emozionale, andando a colpire ancor più nel profondo.
Non so dirti se ne realizzerò altri…anche se qualcosa per i nuovi pezzi (ancora in stato embrionale) mi sta frullando per la testa. Vedremo…
Ludovico: Non posso che fare i complimenti a Filippo per il suo operato, è riuscito perfettamente a dar seguito alla struttura poesia – musica Wanda Wulz con immagini scelte e organizzate superbamente.

A proposito di impatto visivo, ho visto la foto di Ludovico, in una posa che ricorda una delle più celebri immagini di Stig Dagerman.

Ludovico: E’ un autore che ho sempre immensamente apprezzato e che leggo spesso. Mi ha tenuto compagnia in momenti particolari della mia vita. Lo scatto è stato probabilmente indotto dalla mia ammirazione per lo scrittore che tu hai ricordato.

Per ora dite di non voler fare concerti per non fare una specie di karaoke… ci sarà la speranza che un giorno cambiate idea…magari con qualcosa di forte impatto visivo come i vostri video, una specie di spettacolo più che un concerto?

Ludovico: Ho avuto diverse proposte a riguardo. Ne sono lusingato, ma senza snobismo inutile e risultante solo ridicolo ho declinato per una questione primaria di allestimento dello spettacolo. Non mi sentirei a mio agio a cantare su una base strumentale del mio disco, o con Filippo che smanetta alla tastiera alle mie spalle in un locale qualsiasi davanti a 30 persone (delle quali la metà composte da amici o conoscenti) come ho potuto di recente assistere . L’esperienza mi è risultata grottesca e ridicola, ma ripeto parere mio.
Filippo: Al momento l’idea non mi convince granché. Sarebbe carino unire il lato musicale a quello poetico-letterario. Un piccolo teatro di periferia potrebbe forse fare al caso nostro…vedremo…anche se non amiamo troppo “mostrarci”.

Idealmente cosa vorreste trasmettere a chi vi ascolta?

Ludovico: Mi piacerebbe che la mia musica sia un necessario richiamo alla riflessione. Un sentire più’ che un ascoltare. Un veicolo immaginario che portasse l’ascoltatore lontano da se stesso, distante dalle proprie superficialità, per raggiungere un prezioso posticino tutto suo. Ho concepito Wanda Wulz come un ascolto privato e intimo.
Filippo: Wanda Wulz è una efficace valvola di sfogo per il mio/nostro lato più ombroso e nostalgico fatto di pensieri struggenti, non necessariamente negativi.
Veicoliamo questi sentimenti con un soffio di poesia cercando umilmente di renderli più gradevoli e concreti.

Wanda Wulz - Filippo

Avete, artisticamente, progetti paralleli? Raccontateci poi qualcosa sul post-esordio: soddisfazioni, ecc…

Filippo: Io si come ti accennavo sopra. Alison Wait.
Ludovico: Ho sempre suonato con band che proponevano musica molto diversa da Wanda Wulz. Hardcore, metal, cose così. Il Post -esordio è stato molto positivo, anche perché abbiamo ricevuto recensioni ottime il che non guasta mai e aiuta a farsi conoscere.

State già lavorando a qualcosa di nuovo?

Ludovico: Ci sto lavorando da un po’. Sono compulsivo a livello compositivo. Spero possa uscire ancora un disco Wanda Wulz perché il nuovo materiale è ottimo ed evolutivo rispetto al primo lavoro, ma oggi giorno è molto difficile trovare persone serie che investano sulla produzione e sulla stampa di un album. Incrociamo le dita.
Filippo: Alcuni brani ed idee stanno prendendo forma. Ma non abbiamo fretta. Un secondo capitolo certamente vedrà la luce nel prossimo futuro…

Volete dire qualcosa ai lettori di Ver Sacrum?

Ludovico: Quando ho creato e iniziato ad impostare il progetto Wanda Wulz, e quando Filippo non c’era ancora non mi sarei mai e poi mai immaginato che sarei riuscito a pubblicare un disco come Colorermetico. Mi piacerebbe fra un paio d’anni rispondere ancora una volta alle tue interessanti e belle domande, intervistato da Ver Sacrum e ringraziare ancora una volta per la gentile disponibilità. Ai lettori non posso che consigliare almeno una volta l’ascolto di Colorermetico nella speranza che solletichi l’animo .
Filippo: Grazie per l’attenzione ed a voi per lo spazio concessoci.

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