Florence Dance Company & Pankow – Die Wut “La rabbia – The fury – La Fureur”

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Giovedì 10 e venerdì 11 luglio, nell’ambito della rassegna ‘Florence Dance Festival’che si svolge presso il Museo Nazionale del Bargello a Firenze dall’1 al 28 luglio 2014, è stato allestito Die Wut:La rabbia – The fury – La Fureur”, spettacolo di danza su musica dei Pankow, a conferma di una collaborazione che, già in passato, aveva dato i suoi frutti. Come avevamo saputo, sarebbe stata questa l’occasione di rivedere, insieme al gruppo presente al gran completo, anche l’indimenticato Alex Spalck che, da qualche anno ormai, ha lasciato il ruolo di vocalist a Bram Declercq, limitandosi a interventi più sporadici o sui testi.

Due parole sulla location sono d’obbligo. Il Museo nazionale del Bargello di Firenze, che ha sede nel meraviglioso Palazzo omonimo, è forse il più importante al mondo per quanto riguarda la scultura rinascimentale. Al suo interno si trova il cortile, che risale al XIII secolo ed è circondato da un bellissimo porticato con archi: l’atmosfera che vi si respira è davvero suggestiva e proprio lì al centro era stato posto il palco per lo show. Sorprendente scoprire quanto l’ambientazione così raffinata ben si legasse con la musica dei Pankow che siamo abituati a pensare in un ipermoderno contesto industriale.

Il palco doveva ovviamente essere destinato alle esibizioni dei danzatori, logico quindi che i nostri – FM con Barberi a destra e Paolo Favati in fondo –  si fossero collocati dalla parte del  pubblico con la loro strumentazione. Ma la vera sorpresa per me è stata trovare Alex Spalck in posizione primaria, non soltanto come vocalist, bensì anche come ‘istrione’ o comunque come principale punto di riferimento sul palco, circondato dalle coreografie preparate per ‘illustrare’ i pezzi della scaletta. Non che il nostro si cimentasse effettivamente nella danza: tuttavia, nell’esecuzione dei vari brani, egli rivestiva un ruolo di partecipazione completa, occupando con disinvoltura il centro della scena così come accadeva nei concerti con i Pankow, e i fortunati che, in passato, hanno avuto la fortuna di assistere ad uno dei loro live ben lo ricorderanno. La scaletta era costituita da una serie di classici della band rinnovati e riarrangiati, alcuni addirittura con l’ausilio di un’orchestra con tanto di archi, per cui le versioni sono apparse veramente insolite.

foto di Christian Dex

La prima esibizione era sulle note di “Walpurgisnacht”, composta negli anni ’90 per una rappresentazione analoga e riproposta con un efficace allestimento dove Alex vestito con i colori tedeschi faceva decisamente pensare ad una sorta di Mephisto. Anche “Follia Conquistami” risaliva allo stesso periodo, quando aveva fatto parte di  Arnò, dell’artista fiorentino Mario Mariotti. Successivamente “Die Wut”, dall’album Great Minds Against Themselves Conspire del 2007, ci ha riportato in territori ben noti: la versione proposta, nuova ed ampliata, prevedeva l’esibizione insieme ad Alex, del coreografo  Keith Ferrone, uno degli organizzatori dell’evento, e di una danzatrice disabile che ha saputo muoversi con grazia magica e dolente, tanto che l’episodio è stato uno dei più coinvolgenti. Nella terza parte dello spettacolo, poi, abbiamo potuto ascoltare una serie di ‘hit’ del passato riarrangiate con l’orchestra, ma anche un pezzo inedito: “Heroina – Für Tobias Gruben”, da Great Minds Against Themselves Conspire, “Dona Nobis Pacem”, che anticipava, appunto, il nuovo album della band in uscita prima della fine dell’anno, “Tim The Turtle” da Life Is Offensive And Refuses To Apologise, “Injuries and Casualties Aside”, sempre da Great Minds Against Themselves Conspire e la cover di un brano di Leonard Cohen “If It Be Your Will” fino alla chiusa in grande stile, ovvero una supereccitante versione di “Die Beine Von Dolores” da Gisela. Chi si senta scettico in merito alle reinterpretazioni in forma ‘classica’ delle suddette ‘hit’ farà meglio a ricredersi: l’effetto è stato proprio fantastico ed ha suscitato autentica emozione. Del resto, l’emozione è stata il sentimento che ha dominato l’intera serata: la musica dei Pankow era palesemente protagonista e lo spettacolo in sè dava l’idea di una sorta di omaggio alla carriera di questa band, schiva e, insieme, leggendaria che ha significato tanto per tanti. Non che la danza passasse inosservata: la maggior parte delle rappresentazioni, ad eccezione di qualcuna che magari mostrava una ‘patina’ vagamente dilettantistica, sono state efficaci. Ma la musica c’era tutta ed ha reso l’evento davvero unico. Ora, dunque, comincia l’attesa per il prossimo disco.

foto di Christian Dex

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1 comment

  1. J-C Van Thienen 16 maggio, 2017 at 01:25

    Salve Ver Sacrum, Maurizio Fasolo di Pankow verra al concerto di VUDUVOX (Fr/Be) al Trenta Formiche di roma questo Sabato prossimo 20 Maggio… Posso mandarvi piu info ed’ essere contattato su facebook.com/vuduvox Comunque, il secondo album uscira come il primo ‘Vaudou électrique’ su EKP, piu tardi quest’ anno e abbiamo un paio di concerti con Attrition nel Belgio, in Inghilterra e in Francia e altri, solo, in Germania… See U Sioux.

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