Ministry: Last tangle in Paris – Live 2012

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Nel 2012 erano prossimi al traguardo del trentennale di attività, superato agevolmente chè il padre-fondatore Al Jourgensen non ha certo intenzione di fermarsi. Data parigina del “La Cigale”, quella documentata in un ciddì ed in un DVD (contenente il video dell’esibizione ed arricchito da una ulteriore scorta di materiale), ove il combo dell’Illinois dispiega tutta la sua devastante potenza; i due dischetti sono inoltre accompagnati da una ulteriore coppia testimoniante performances antecedenti al 2006 (anche se le note in mio possesso non chiariscono granchè). Non mancano “Psalm 69”, “Ghouldiggers” (posta in apertura, con “99 percenters” e “Relapse” tratti dall’albo uscito proprio quell’anno), “New world order” e “Just one fix”, la più antica è “Thieves” (chiusura dello show), risalendo a “The mind is a terrible thing to taste” del 1989; tutti e dodici i brani sono proposti con una compattezza ed una malignità esecutive (con punte che toccano i Fear Factory nei frangenti più thrashy) che tracciano una linea insanguinata di demarcazione tra loro stessi e la progenie che li ha seguiti (Rammstein…). Di fronte ad un carniere così ricco di uscite (anche se molte sono le raccolte, i live, le compilazioni di cover e di curiosità) non deve essere facile effettuare una cernita, ma la scaletta proposta può infine lasciare soddisfatti anche i più esigenti. E’ il suono che i Ministry hanno forgiato in capannoni ove sciamano orde di operai abbruttiti, addetti a congegni infernali ricoperti di grasso misto a polvere, nel buio solcato da sciami di scintille che scoccano ovunque, bruciando le pelli delle maestranze che indefesse s’affannano attorno a macchinari il funzionamento dei quali è avvolto nel mistero, apparendo illogico a chi si trovi, per caso o per disegno, ad assistere a questa scena evocante riti ancestrali d’espiazione di peccati innominabili. Quel suono che, come per i Killing Joke ed i Prong (formazioni colle quali condivise – e condivide – diversi musicisti, tra i quali giusto ricordare il compianto Raven), ti percuote e ti svuota dall’interno, insinuandosi tra le viscere come una creatura aliena che, crescendo, provocherà poi l’esplosione dell’involucro che l’ha contenuta e sfamata. Annichilente, prostrante, un Sabba metallico che si rinnova traendo nutrimento dal suo passato, e poco importa se l’ispirazione a volte mostra qualche falla. Last tangle in Paris fissa su una lapide sbrecciata una delle tappe del DeFiBRilLaTouR che, partito negli Stati Uniti, si concluse in Europa, e conta ancora nella line-up la chitarra di Mike Scaccia, che un aneurisma si portò via proprio nel dicembre del ’12, al quale è dedicata una porzione finale del DVD. La vicenda dei Ministry pare lungi ad esaurirsi, ed ascoltando la folle “No “W”” sarà meglio farsene una ragione. E’ il suono anche di questo millennio, anche se, forse, nel lontano ’83 lo stesso Jourgensen non avrebbe mai immaginato di arrivare a tanto (e nemmeno che l’umanità lo precedesse nell’insania da lui evocata!).

Per informazioni: http://www.audioglobe.it
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