White Hex: Gold Nights

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White Hex sono un duo proveniente dall’Australia costituito da  Tara Green and Jimi Kritzler. Il loro primo EP, Heat, risale al 2012 e, fin da allora, i nostri hanno lavorato a questo debut album, Gold Nights. La loro musica va ad arricchire il filone darkwave/postpunk e, naturalmente senza inventare nulla di nuovo, ne propone una versione gradevole e fantasiosa, con l’aggiunta sia di elementi industrial quanto di derive ‘tribali’, rimanendo comunque in paesaggi molto malinconici e umbratili. Apre “Only a Game” e dilaga la darkwave più classica: gemiti di synth, atmosfere fredde e grigie e la voce di Tara Green in modalità ‘introspezione’. Subito dopo, “Paradise” imbocca in verità la strada di un synth pop molto elegante e melodico ma “Sisters” riporta il clima all’oscurità, e note di chitarra post-punk (Jimi Kritzler).ci cullano in mesti sogni. Oltrepassata la wave di “Gold” troviamo la chitarra vecchio Far West di “In the Night”, uno dei brani più intriganti, e la nervosa “United Colours Of KL”, dall’ansiogeno ritmo tribale e ‘fischianti’ suoni sperimentali in sottofondo. In chiusura, “Burberry Congo” presenta un andamento ipnotico basato, più che sul ‘tribale’ su una struttura ‘ripetitiva’ avvolta su se stessa a produrre un effetto ‘frastornante’ e “Battleground” sceglie invece nuovamente una melodia triste cui il synth conferisce toni onirici ed aerei. Gold Nights contiene così tutti i presupposti per future, interessanti evoluzioni.

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