Lower: Seek Warmer Climes

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Vengono dalla Danimarca i Lower, quattro ragazzi palesemente appassionati di postpunk ma nella sua versione più ‘tosta’ e tormentata. Attivo fin dal 2009, il quartetto ha fatto uscire nel 2012 il buon EP Walk On Head e ora, sotto l’egida della Matador, ecco il primo full length, Seek Warmer Climes, che ha ottenuto numerosi apprezzamenti in giro. Si tratta di un disco ricco di atmosfere cupe ma anche ‘ribollenti’, che non piacerà a chi prediliga mesti e pacati scenari ma non mancherà di colpire gli amanti dei suoni ‘forti’. Apre “Another Life” con ritmo decisamente sostenuto e chitarra battente; tuttavia, nonostante la veemenza del canto, diciamo che è una delle più melodiche. Infatti, subito dopo “Dart Persuasion” ci investe di rabbia furibonda e disperata e “Lost Weight, Perfect Skin” merita la citazione se non altro per la chitarra travolgente e l’atmosfera davvero cupissima. “Unkempt and Uncaring”, a mio avviso una delle tracce migliori, vede il vocalist Adrian Toubro declamare con energia travolgente, inseguito sullo sfondo dalla chitarra divenuta, a questo punto, forsennata, in un abbinamento inquietante come pochi; risulta poi arduo star dietro ai sette minuti abbondanti – ma forse un po’ troppi! – di “Expanding Horizons (Dar es Salaam)” che, lenta e tetra, rispecchia a quanto pare un’esperienza realmente vissuta dal nostro in Tanzania. Niente male anche gli sperimentalismi disarmonici in “Bastard Tactics” ma quando arriva “Soft Option” quasi si sospira di sollievo, accogliendo un altro dei brani melodici anche se è decisamente troppo definirlo orecchiabile. Delle restanti, segnalo soprattutto “Tradition” che, al di là della folle cavalcata della chitarra, è resa struggente da certi toni sconsolati della voce. In conclusione, i Lower ci appaiono ben ‘vispi’ e molto promettenti.

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