Natural Velvet: Shame

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Primo full length per un’insolita band americana appassionata di post-punk e shoegaze: i Natural Velvet, costituiti da Spike Arreaga (chitarra), Kim Te (chitarra), Corynne Ostermann (basso/voce) e Adam Jones (batteria), hanno fatto uscire l’anno scorso un EP,  Salome With The Head Of John The Baptist e, quest’anno, l’autoprodotto Shame, contenente otto tracce ipnotiche ed intrise di shoegaze che hanno destato subito il nostro interesse. La band presenta una formazione con due chitarre che ovviamente ne influenzano profondamente lo stile creando il classico ‘muro’ che già conosciamo tramite i capisaldi del genere; se consideriamo che la vocalist Corynne mostra un discreto ‘caratterino’, il gioco è fatto.  Apre “One” che, per quanto appaia fra le tracce più lente, introduce subito in pieno ‘caos’ con la voce ridotta ad una sorta di ‘mugolio’: chi predilige le sonorità che frastornano troverà qui pane per i suoi denti. Poi “Allies” esordisce in ‘distorsione’ e prosegue cadenzata con le chitarre che, subdole accompagnano il canto a sua volta elusivo ma, dopo i primi minuti, il ritmo accelera all’impazzata fino a dare il cardiopalmo. Anche “Baby Dear” mantiene un ritmo teso e vivace mentre la chitarra sembra lacerare le orecchie e lo spirito e “Forever Adolescence”, che indurisce ulteriormente il suono, offre tuttavia l’opportunità a Corynne di sperimentare dei passaggi in falsetto piuttosto bizzarri, in sconcertante disarmonia con il resto; in “Silent Girl” il ‘muro’ ed il canto vagamente trasognato creano una combinazione sorprendente. Siamo così a “The Poet” che inizia pacata per proseguire con una parte vocale davvero incisiva, ‘omaggiando’ ancora una volta lo stile shoegaze. In chiusura segnalo soprattutto “Big Foot” in cui Corynne cede il microfono ad uno dei maschietti per un finale postpunk in piena regola che ci lascia giustamente soddisfatti.

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