Exponentia: Ghost

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Questo è il terzo lavoro in due anni per il prolifico Ludovic Dhenry, alias Exponentia. Un CD che racchiude nove oscure gemme di malinconia sonora, tra il dark cabaret e cupo ambient neoclassico.
“Rustle of Hell” è lugubre ed inframmezzato da sonorità di pianoforte ed violini, che accompagnano il canto/lamento di Ludovic, riuscendo davvero a far immaginare l’angoscia ed il dolore che aleggiano in un antro infernale.
“Deadly impact” è struggente, ancora intarsiata da campionamenti di strumenti a corda, che le donano un decadente fascino romantico.
“Prisoner of the painting” ha un tormentato cantato che ricorda quello di Rozz Williams, su una base sonora drammatica, sulla quale si inseriscono talvolta sferzate di altri strumenti, come a rappresentare i tormenti di un’anima dannata da una situazione simile a quella di Dorian Gray.
“Discreet light” si apre con un tormentato solo di piano, sul quale si inserisce la voce, che potrebbe provenire dai meandri di lontane, dolorose memorie, come i fantasmi che tormentano la mente.
“Lost forever”, che dura ben quindici minuti, è più orchestrale, quasi come una colonna sonora, con la musica che dall’oscuro tappeto sonoro di base è inframmezzata da intervalli più ricchi di strumenti, che enfatizzano sonoramente il senso di smarrimento e disperazione.
“Soul Escapes” è quasi ambientale, con tenebrose atmosfere, che dipingono sonoramente la discesa agli inferi e la voce che narra la storia di un’anima ormai condannata alla dannazione, per poi aprirsi verso la fine a melodie più articolate, come macabre litanie nere.
“Back Home” è descrittivo dell’atmosfera spettrale che ben accompagna il testo che parla del mesto ritorno a casa di un’anima dannata dal fantasma della follia.
“Dead End” è uno strumentale, con sonorità che accompagnano un ritmo che ricorda il battito cardiaco: mi fanno pensare al momento in cui l’anima lascia il corpo e all’angoscia, alla paura di quel momento. Chiusa da un macabro vortice sonoro fa capire che la destinazione sarà nelle fiamme eterne.
“Flight of souls”, che chiude l’album è decisamente oscura, come i lavori di alcuni gruppi con dichiarate ispirazioni esoteriche, e parla delle chimere e delle anime nere.
In sintesi un CD molto dark, che può arricchire la collezione di appassionati delle litanie più oscure ed allo stesso tempo classicheggianti, come ad esempio i fans di Sopor Aeternus.

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