Ships In The Night: Ships In The Night EP

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L’esordio di questo gruppo americano è un EP composto da cinque pezzi, proposti o in digital download o in un’edizione limitata di cento copie con cover fatta a mano. Un prezioso lavoro splendente della fredda luce di sintetizzatori con glaciali sonorità anni ’80. Non minimal wave, ma tenui melodie, eteree e malinconiche, intrise del miscuglio di emozioni che si ha di fronte alle cose amate che si sono perse: lo struggimento del rimpianto e la dolcezza del ricordo. Ed immensamente dolce è la voce di Alethea Leventhal: potrebbe entrare dalla porta principale dell’Olimpo delle Heavenly Voices, teneramente calda e contemporaneamente venata di tristezza, come un immaginario ultimo canto della Sirenetta di Andersen mentre diventa spuma di mare; delicatamente brillante, come la luce obliqua del sole che sta per lasciare il posto alla notte. Anche le tematiche trattate dai testi sono crepuscolari, oscure: in esse si avverte la vicinanza della fine e delle ombre di coloro che furono e che ci attendono dall’altra parte, che vengono però viste con sentimento e vicinanza, come qualcuno che ci è prossimo nel sentire e non come delle entità che incutono timore. Il tratto comune di questi cinque pezzi è la delicata atmosfera che evoca l’abbandono, i momenti sospesi dell’attesa di un evento fondamentale… E se il passaggio sarà davvero romanticamente tenue ed impercettibile come le atmosfere sonore di questo CD… il naufragar nel mare dell’eternità potrebbe essere dolce come l’immergersi nelle profondità della nostra anima, per lasciarsi inebriare dall’intensità dei sentimenti. Sono brani composti dall’essenza stessa del romanticismo: sentimenti e morte… anch’essa estrema e in qualche modo vitale… la porta ad altri piani dell’esistenza e delle emozioni. “Dark Places” è dolce e rarefatta, come la descrizione di un sogno lucido; “Winter to come” è lenta, quasi ambientale; “From the deep” è più ritmata, ma è un ritmo lento e profondo, come i battiti del cuore; “The Floor” è più ipnotica, come un vortice che rapisce, come uno stato di trance; “Piece by piece” è più cupa, ma ma di un’oscurità che sembra ricordarci che è grazie a lei che possiamo conoscere la bellezza del cielo stellato.

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