Ian Curtis: So This Is Permanence

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Questo non è il “solito” libro sui Joy Division, ma una raccolta dei manoscritti di Ian Curtis, un’opera che, attraverso le sue parole fino ad ora inedite, vedendo le copertine dei libri e di dischi che ha amato, le lettere dei fans che aveva conservato, ci permettere di conoscere un pochino meglio un artista che è nel cuore di molti di noi.

Prima ancora che un libro questo oggetto è una fonte di emozioni… come quelle che probabilmente proverete vedendo le copertine dei libri che aveva letto (tra i quali alcune pietre miliari della cultura new wave, come Rimbaud, Oscar Wilde, Sartre e Nietzsche), le copertine di alcuni dei dischi della sua collezione…

Per un attimo si possono chiudere gli occhi ed immaginare, come ci è capitato di fare con altri amici, di essere a casa sua, di vederlo prendere un libro da uno scaffale, porgercelo e spiegarci perché gli era piaciuto, cosa ci aveva trovato. Per questa sensazione di intimità, di viaggio alla conoscenza dei suoi gusti, delle sue idee, della sua anima, questo libro è imprescindibile per qualsiasi persona ami Ian Curtis.

Dopo le prefazioni di John Savage e della vedova Deborah, il libro si apre con la sezione dei testi delle canzoni dei Joy Division, attraverso i quali si può vedere la loro genesi, con le correzioni, le frasi che non sono mai state cantate, come “to see what went wrong” (vedere cos’è andato male) cancellata da “New dawn fades”, o leggere “made one fatal” scritta sotto il testo di “The only mistake”, una frase che fa capire come il tormento che ha fatto decidere a Ian di interrompere la sua giovane vita covasse in lui già da tempo.

La sezione “Early versions, alternatives, new songs, prose” è la più interessante, in quanto contiene altre versioni di pezzi usciti con testi diversi, appunti contenenti pensieri, riflessioni, spunti e testi di canzoni che purtroppo Ian ha deciso che non avrebbe più cantato.

Nell’ultima parte ci sono le riproduzioni degli artworks dei dischi, le locandine di alcuni concerti, una collezione di articoli di riviste e fanzines dell’epoca, e le lettere, di alcuni fans, tra cui una, con un timbro del 19 maggio 1980, nella quale un ragazzo belga lo pregava di non morire…. Chissà se quella lettera è stata imbucata prima ed è stata una specie di premonizione, di una persona che forse era riuscita ad intravedere la realtà dei sentimenti, delle emozioni e dei pensieri di Ian al di là del filtro dei testi.

Ian Curtis: So This Is Permanence – Joy Division Lyrics and Notebooks. Faber & Faber 2014, 304 pagine.

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