Licia Troisi: Cronache del mondo emerso – Le storie perdute

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E’ passato qualche anno da quando su questo sito è apparso un impegnativo articolo su Licia Troisi e sul suo mondo meraviglioso e complesso, del quale è stata data una lettura a livello profondo, alla luce di principi risalenti alle antiche filosofie. L’autrice era già famosa per le Cronache del mondo emerso e Le guerre del mondo emerso e, cosa davvero strana per uno scrittore di fantasy, era già notissima in Italia e all’estero, avendo contribuito più di altri, con la sua opera, al recupero della dimensione letteraria e della dignità di un genere soprattutto qui da noi ben poco considerato. Oggi la situazione è in qualche modo cambiata: la letteratura fantasy ha preso ampiamente piede e non solo nella patria di Tolkien, Licia Troisi ha venduto un grandissimo numero di libri e nonostante la giovane età è ovunque reputata una ‘veterana’; leggere e commentare un suo romanzo non può essere dunque un fatto insolito o poco comprensibile. L’interesse è ancora maggiore se il volume di cui parliamo, Cronache del mondo emerso – Le storie perdute rappresenta il ritorno della mitica eroina dell’’epos’ della Troisi, ovvero Nihal, la ragazza ‘mezzelfo’ guerriera invincibile e ribelle, brusca nei modi ma anche dolce e, soprattutto, amante della giustizia. Non credo di esagerare se affermo che Nihal è ritenuta uno dei personaggi più affascinanti apparso in una saga fantasy, per le molteplici sfaccettature del suo carattere: diversamente da tanti che abbiamo incontrato in altri mondi ed in altre storie – spesso lineari, per non dire scarni, perché i loro ideatori sono più presi dal susseguirsi delle avventure che dagli aspetti della loro personalità – Nihal porta su di sé i segni della sofferenza e della privazione. Sopravvissuta miracolosamente ad una tragedia, ultima della sua razza e avvezza dunque ad una ‘cosmica’ solitudine, l’eroina ha attraversato tre interi volumi delle Cronache lottando instancabilmente senza mai perdere la sua integrità e la sua freschezza. Chi poi , al termine dei libri, abbia poi sperato di continuare a leggere di lei è rimasto deluso: Ne Le guerre del mondo emerso, la protagonista non era più Nihal, ma un’altra guerriera, Dubhe, perché la prima aveva ormai lasciato la terra rimanendo presente soltanto nel ricordo dei suoi cari e degli amici. Ma il suo spirito aleggiava ancora nel mondo emerso, ispirando in qualche modo l’azione dei nuovi personaggi; forse, quello spirito non aveva ancora abbandonato i pensieri della sua autrice se, a distanza ormai di alcuni anni, la Troisi, dopo varie esperienze  ha deciso di tornare a raccontare di Nihal: sarà stata la volontà di riesumare il filone che le ha dato il successo nella speranza di rinnovarlo oppure la combattente dai capelli blu ha ancora qualcosa da dire a noi ed alla sua creatrice?

Nihal non riappare così dal nulla: per quanto ‘fantasy’, non sarebbe stato semplice farla rientrare nella mischia così, con un colpo di bacchetta magica. La scrittrice le costruisce intorno una cornice ingegnosa quanto riuscita: un misterioso cantastorie, in una locanda affollata di avventori, si propone per intrattenere il pubblico con la musica. All’inizio rimane difficile farsi prestare ascolto, gli eroi sono solo ricordi, ormai, e le canzoni tristi raramente sono accolte con favore. Ma l’oscuro menestrello, che tiene il viso nascosto, sa come conquistarsi l’attenzione degli astanti: basta parlare di Nihal, la guerriera che tutti hanno ancora nel cuore. Così, nella prima parte, la narrazione affronta il periodo antecedente alle vicende note, ovvero la perdita dei genitori e l’affidamento della neonata a Livon, che si occuperà di lei per tutta la fase della crescita; appaiono qui alcuni dei personaggi più significativi, come Soana, il cavaliere Fen e, appunto, il padre adottivo di Nihal. La ‘strofa’ successiva sposta gli eventi molto più in là: le avventure e le lotte della protagonista si sono concluse e lei si è ritirata con l’amato compagno Sennar e il figlio Tarik, nato dalla loro unione, nelle Terre Ignote, ove la piccola famiglia si è costruita una vita serena. Ma sembra proprio che la pace sia per l’eroina una condizione impossibile da conservare, poiché intervengono fatti che necessariamente la distruggeranno. Il periodo si pone dunque fra i due cicli dedicati al mondo emerso ed il racconto è utile per chiarire alcune delle situazioni presenti nella seconda  trilogia. A questo punto l’enigmatico cantastorie ha definitivamente monopolizzato l’interesse del pubblico ed arriva così la terza strofa, la più densa di eventi e anche la più avvicente; le circostanze sono uleriormente posposte e Nihal ricompare in un modo ancora più inatteso che è davvero tutto da scoprire.

Qui la Troisi dà fondo ad ogni ‘ingrediente’ tipico del genere: vi si trova la magia, ma ci sono anche il valore in combattimento e la guerra in difesa dei deboli; la nostra eroina mantiene tutte le caratteristiche delle storie precedenti, ma arricchite dalla maturità e consapevolezza derivate dal dolore della solitudine e della perdita dell’amore. Il personaggio diviene ancora più complesso ed interessante: ne consegue che anche le avventure di cui è protagonista risultano estremamente intriganti e coinvolgenti. Non violeremo il riserbo in merito al contenuto di tali avventure: possiamo però dire che il libro si legge di un fiato e non manca il colpo di scena finale, a seguito del quale è lecito pensare – e sperare – che la vicenda non finisca qui. La leggenda di Nihal, la ragazza mezzelfo che in sostanza ha dato il via ad una tradizione fantasy in Italia, non può infatti concludersi così semplicemente senza strascichi e, ovunque deciderà di andare, i fan la seguiranno. Peccato solo che, per questo nuovo volume come per le ristampe, i suoi lineamenti non siano più quelli, bellissimi, che a suo tempo ideò Paolo Barbieri. Non che la copertina de Le storie perdute non sia bella, per carità. Ma eravamo abituati a pensare a lei con quel viso. C’era proprio bisogno di cambiare?

Licia Troisi, “Cronache del mondo emerso – Le storie perdute” – Mondadori – pag.300, € 20,00

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