Sigma Octantis: Dissipations

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Interessante progetto francese di musica post-industrial, i Sigma Octantis si riconfermano con questo nuovo album intitolato Dissipations. La loro musica è oscura e dipinge paesaggi desolati e tetri. Eredi diretti di gruppi come i mitici Morthond – per loro stessa ammissione molto ammirati – e dei Deutsch Nepal si possono accostare a quell’estetica dark e apocalittica incarnata dalla Cold Meat Industry. Rispetto al precedente e più pacato Disséminations c’è un maggior uso delle ritmiche percussive. Il sound è innovativo e unisce elementi post-industrial e post-rock riuscendo, pur nella sua ossessività, ad essere fruibile. Le ambientazioni sono imponenti e maestose e costituiscono una sorta di colonna sonora di un documentario o di un film su paesaggi misteriosi e inaccessibili. L’iniziale “Vieil océan, aux vagues de cristal” ha un inizio quasi “cosmico” nello stile dei primi Tangerine Dream per poi deflagrare verso ritmi percussivi ossessivi. “Fantomes infinitésimaux” è industrial e abrasiva mentre “Errance définitive”, una delle tracce migliori, è caratterizzata da atmosfere tenebrose e tribali quasi cinematiche. “Conamara Chaos” ha una parte centrale ipnotica ma l’uso delle ritmiche è sempre presente e ne costituisce la struttura. In “Des astres traquilles” il rumore di un elicottero in sottofondo ci fa vedere dall’alto un paesaggio notturno sconosciuto. “Parle moi, il fait si noir” inizia in modo quieto e meditativo, ancora vicino nello stile ai “corrieri cosmici” per poi deviare verso ambientazioni post-industrial. Chiudono la cupa “Et vers le ciel errant (de ton oeil angélique…)” e la desolata e ritmica “Farewell”. “Dissipations” esce in collaborazione fra la Malignant Antibody e la OPN records. L’edizione è limitata a 500 copie. Disponibile su Bandcamp (http://malignantrecs.bandcamp.com/album/dissipations).

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