The Glass Set: First image

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Dreamy pop da Boston, MA. Terzetto con heavenly voice, capace di suscitare pruriti da C86 a coloro che quell’epoca l’hanno vissuta, ma sopra tutto di comporre canzoncine piacevoli, come la sognante “Elephant and castle”, e di disegnare traiettorie oblique come nella title-track che evoca i florilegi chitarristici di Cocteau Twins/The Cure, e poi tutti a guardarsi le punte delle scarpe. First image nobilita il termine indie, ci fa sognare mentre lasciamo scivolare lo sguardo oltre le creste bardate di spuma delle onde che si rincorrono prima di andare a morire sulla rena. Solo sei brani (ma sembra che i bostoniani siano parchi nel manifestare il loro talento, e ne possiedono in buona misura), che ci donano almeno qualche minuto di beatitudine. “Ooh la la” è sbarazzina non solo nel titolo, ma mica è sciocchina, e se a volte eccedono con lo zucchero (ne basterebbero un paio, di bustine), una volta prese le misure (“There goes nobody”) di loro si apprezzerà non solo l’evidente inclinazione alla bella melodia (spontanea e non artefatta). Gran chiusura con la nervosa e wave-oriented “Keep it to yourself”, col suo basso tonante ad omaggiare i primi, e più umbratili, ottanta.

Email: introducingtheglassset@gmail.com
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