White Empress: Rise of the Empress

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Come direbbe un mio caro amico “…piuttosto pittoresca questa accozzaglia…”; affermazione che calza benissimo per il super-gruppo assemblato dall’ex Cradle Of Filth Paul Allender, che nel suo rifugio di Minneapolis ha dato vita agli White Empress, chiamando a se l’istrionica vocalist Mary Zimmer ( dei Luna Mortis), l’altra ascia Jeremy Kohnmann (Awakening), Will Graney (Damnation Angels) alle tastiere, autore di una mole di lavoro ciclopica, l’avvenente Chela Harper, già bassista dei Coal Chamber, e l’indaffarato Zac Morris alla batteria (visto all’opera con diverse band, fra le quali Ugly Kid Joe). Proveninenze varie, ma il capo è lui, il suo passato lo conosciamo, e torna a farci visita come un incubo. Rise of the Empress poggia sì su chitarre indemoniate e sulla voce della Zimmer (vampirica su vari registri, che tiene con padronanza), ma anche sulle keys di Graney, pronto ad inserire elementi moderni in un costrutto che risente della presenza dei C.o.F, seppur defilata (intenzioni esplicitate fin dalla title-track che finge da opportuna opener). Black-metal sinfonico e letale, con episodi dall’impatto terrificante che si susseguono l’uno dopo l’altro, come gli assalti reitarati d’una orda di dementi Uruk-Hai tolkeniani. Se analizziamo freddamente il disco, chiaramente prevarrà il già sentito, siamo quindi sulla sufficienza, seppur piena tenendo conto che le prove dei singoli sono lodevoli, se in vece ci appressiamo a Rise of the Empress liberi da preconcetti, e se il genere è di gradimento, ecco che la raccolta si farà apprezzare. A volte è meglio seguire il sentiero già battuto, che lasciarsi andare a pericolose ed infruttuose divagazioni… Confeziona il tutto il veterano Kit Wolveen, e lo fa davvero bene.

Per informazioni: http://www.peaceville.com
Web: http://www.whiteempress.com
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