Double Eyelid: Seven Years

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In attività fin dal 2009, i Double Eyelid sono un gruppo canadese vicino al goth ma influenzato anche dal glam, le cui sonorità sono occasionalmente sperimentali. Capitanata da Ian Revell, autore della maggior parte dei suoi brani e figura di notevole carisma, la band ha pubblicato quest’anno il primo full length, Seven Years. Si tratta di un lavoro eterogeneo, dai suoni prevalentemente oscuri e ricco di momenti intensi, anche se il livello è variabile. L’opener  “Black Box” è, a mio avviso, una delle tracce più interessanti perchè impostata in modo insolito: sul sottofondo elettronico ben presente, altri suoni sembrano prendere vita creando vivaci variazioni come il curioso piano in stile jazz; il basso e la ritmica appaiono marcati e la voce poi, davvero bella, ricca di tonalità e posta giustamente in risalto, conferisce pienezza e pathos. “Diamond Cutter” evolve verso un andamento più ‘pulsante’ e forme più marcatamente elettroniche, quasi alla NIN, ma poi “She’s Falling”, lenta e cadenzata, introduce inattese sonorità da film noir e per quanto l’arrangiamento al piano sia gradevole, alla fine il tutto risulta vagamente monotono. “John”, poi, che inizia come una ballata al piano e diviene in seguito un brano rock classico con passaggi alla Bowie lascia francamente interdetti e, nonostante la presenza più significativa della chitarra, si finisce con il preferire le tracce più dure ed elettroniche. Ma niente affatto male “The Hanging Woman”, pervasa di un’atmosfera davvero cupa e, come “Black Box” ravvivata da singolari note di piano; poco dopo “Dirty Weather”, più lineare nella struttura, appare in effetti originale: la parte vocale davvero suggestiva si staglia su di uno scenario drammatico, disegnato da un piano freddo e solitario e da una ritmica dall’andamento lento e quasi tetro, mentre negli ultimi due minuti è notevole l’intervento della tormentata chitarra. Menziono ancora la conclusiva “He Fell”, forse la più inquietante: i misteriosi suoni ambient propongono l’ennesima sorpresa di questo disco la cui caratteristica indiscutibile è l’eterogeneità.

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