Forrest Drones: Najas Flexilis Exequiae

0
Condividi:

L’etichetta polacca Zoharum si conferma una delle realtà più interessanti in ambito ambient e sperimentale. Ora è la volta del secondo lavoro di ForrestDrones, monicker sotto cui si cela Robert Skrzynski conosciuto anche per aver pubblicato sotto la sigla Micromelancolié. L’album si intitola Najas Flexilis Exequiae e comprende soltanto l’eponima lunga traccia. Il gufo ritratto sulla copertina ci invita ad immergerci nell’ascolto. Un ascolto che si rivela molto profondo. La musica è meditativa e minimale ed è un autentico viaggio in mezzo ad una foresta antica (evocata anche dal booklet) durante la notte. Si tratta di deep music nella sua più pura essenza. Certo Skrzynski non è il primo ad aver pubblicato materiale del genere. I primi nomi che mi vengono in mente sono quelli del grande Robert Rich (che ha anche pubblicato un album intitolato Rainforest) che, soprattutto all’inizio della carriera ha fatto molto esperimenti sul cosiddetto “lucid dreaming”, una stato che si raggiunge quando si sogna e si è consapevoli di farlo. Lo stesso Steve Roach ha fatto qualcosa di simile nei suoi album The Dream Circle e Slow Heat, che erano caratterizzati appunto dall’uso di drones che inducevano l’ipnosi e il sonno nell’ascoltatore anche durante i concerti. Indubbiamente Najas Flexilis Exequiae si inserisce a pieno titolo in questo filone. Per ascoltare dischi come questo ci vuole obiettivamente il giusto approccio: ma se riuscite a penetrare nell’universo sonoro evocato farete la conoscenza di un’altra dimensione della realtà ed esplorerete paesaggi mitici al di là del tempo e dello spazio. L’album esce in un’edizione limitata a 300 copie.

Condividi:

Lascia un commento

*