Sylvaine: Silent Chamber, Noisy Heart

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Grande album di debutto per quest’artista norvegese; una voce che ricorda quella di Amy Lee degli Evanescence ed una musica a cavallo tra ambient metal, ethereal, rock e shoegaze… suoni dilatati, a volte atmosferici, a volte decisi, forti sui quali volteggia la voce di questa ragazza, piena della luminosità delle emozioni.
“Sylvan”, che apre l’album è un brano ambient venato di rumori inquietanti e voci di sottofondo… la colonna sonora di un viaggio in una selva oscura e inquietante.
“It rains in my earth” è una strana, ma veramente suggestiva, contaminazione tra metal e shoegaze, con la voce evocativa che ben si destreggia tra gli arpeggi della chitarra e grida maschili da trash.
“Silent Chamber, noisy heart” è sognante ed epica al tempo stesso, un viaggio nel romanticismo cullati da una voce di sirena, e trasportati dalla chitarra, che riempie l’ambiente di suoni suggestivi.
“тоска” ha delle suggestioni gotiche, che possono ricordare i pezzi più riusciti degli All About Eve: dark chitarristico, melodioso.
“Bien loin d’ici” è pervasa di dolce malinconia, una musica che rievoca tempi, volti e luoghi passati, ma rimasti nel cuore, vivi nella memoria e giunti a noi grazie a questa musica che li condivide con noi, facendo affiorare anche i nostri ricordi delle gioie passate, ormai sepolte sotto la polvere del tempo.
“The biggest lost of all” è una ballata ad ambientazione gotica, crepuscolare, che ricorda un po’ i This Ascension: oscura ma emozionale, affascinante, capace di descrivere e condividere l’universo emotivo di questa artista.
“Disphorya” è il brano più etereo, caratterizzato da un cantato che si eleva al di sopra di tutto, come un’evocazione, di desideri e emozioni, un rito interiore per voce e chitarra, che ancora una volta sanno trasportare chi ascolta nel rarefatto ambiente dei sentimenti.
“Seraphim” è un altro pezzo ambient, quasi rituale, pervaso di sentimenti antichi, dei tempi in cui gli uomini erano capaci di mettersi in contatto con le creature degli altri piani astrali.
“I drink in every sob like wine”, la canzone che chiude questo lavoro, fonde shoegaze con nervosi riff post punk ed un cantato ancora una volta ricco di suggestioni emotive.
A poche settimane dall’uscita di questo album Sylviane ha già ricevuto articoli ed interviste, anche per magazine specializzati che raramente coprono un’artista all’esordio ma che sanno riconoscere i talenti promettenti, destinati ad andare lontano e a tenerci compagnia ancora per molti anni con grande musica.

Per informazioni: Bandcamp: http://sylvainemusic.bandcamp.com/releases
Web: http://www.sylvainemusic.com/
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