La Playlist 2014 della Redazione

0
Condividi:

Ed eccoci arrivati ad un’altra playlist, un appuntamento a cui, ci crediate o no, teniamo molto, tanto che teniamo conto durante tutto l’anno di cosa citare, per arrivare immancabilmente alla fine di dicembre con ancora mille dubbi e possibili opzioni.

Insomma, è un gioco che ci piace parecchio e che speriamo anche a voi diverta.

Da quanto abbiamo selezionato vi risulterà evidente l’estrema varietà di gusti che anima la nostra redazione, redazione che di anno in anno si arricchisce di nuovi membri. Speriamo che questa nostra famiglia virtuale si allarghi ancora di più in questo 2015 che ci attende (non siate timidi e candidatevi se volete unirvi a noi!).

Al solito seguiteci qui sul sito nonché sul nostro aggiornatissimo gruppo Facebook!

Buon 2015!

La redazione di Ver Sacrum

Ankh | Caesar | Christian Dex | DJ Lovv | Grendel | Hadrianus | Mircalla | Mrs. Lovett | Natalie C. | Softblackstar
Ankh
Per quanto mi riguarda, il 2014 è stata un’annata caratterizzata da alcune complicazioni che, pur splendide per il risultato ottenuto, hanno un po’ limitato le mie possibilità di movimento, tenendomi lontano (anche più di quanto lo ero stato negli ultimi anni) dalla scena musicale e non solo.

Da un punto di vista degli ascolti, ho avuto tra le mani numerosi album che, pur piacevoli, raramente mi hanno strabiliato per le loro qualità. Al primo posto inserisco i Major Parkinson, che sono tra i pochi che mi hanno veramente stupito con un’opera di notevole qualità e personalità. Seguono i Thee Silver Mount Zion, che mi piacevano molto agli esordi ma avevano avuto evoluzioni non sempre in linea con i miei gusti: la loro ennesima trasformazione, invece, mi ha decisamente convinto. Gli Swans continuano a sfoderare dischi splendidi, anche se di non facile ascolto. I Qntal, quando incidono qualcosa, non possono mai mancare nella mia playlist di fine anno (un po’ come i Dead Can Dance). Gli Einstürzende Neubauten hanno prodotto un’opera interessante e meritano di essere inseriti, se non altro per il lavoro di ricerca tematica alle spalle del CD. Qualche altro nome da citare, però, ci sarebbe: un nome a me del tutto sconosciuto in precedenza è quello del progetto iNsCissorS, autore di un’opera interessante la cui unica, piccola mancanza è forse la poca coerenza stilistica. Anche gli In Slaughter Natives vanno citati, visto che non sono entrati in classifica solo perché il loro CD non era del tutto nuovo.

Passando al cinema, non posso non citare un film del 2013 ma che in Italia è arrivato solo a gennaio 2014: la bellissima retrospettiva di Margarethe von Trotta su Hannah Arendt, visto in occasione del giorno della memoria, interessantissimo sotto numerosi punti di vista.

Il miglior libro lo assegno ad un autore che continua a piacermi di più ogni volta che lo leggo, cioè Stefano Valente che, con La Serpe e il Mirto, riesce ad affascinare con una storia surreale e magica, descrivendo un modo incantato di vivere i vicoli di Roma, il tutto all’interno di un plot quasi impossibile da descrivere a causa della sua stessa struttura.

Come dicevo, sono stato lontano dalle scene, il che significa che non sono riuscito ad andare a concerti; mi sarebbe piaciuto vedere il concerto degli Einstürzende Neubauten, ma non ci sono riuscito, e non credo sia consentito assegnare il posto solo sulla fiducia.

Non mi resta che augurare un piacevolissimo 2015 a tutti.

Album

Major Parkinson - Twilight cinema

  1. Major Parkinson: Twilight cinema
  2. Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra: Fuck off get free we pour light on everything
  3. Swans: To be kind
  4. Qntal: VII
  5. Einstürzende Neubauten: Lament

Libro

Stefano Valente - La serpe e il mirto
La serpe e il mirto (1978) ovvero il tempo secondo Aguilar Mendes di Stefano Valente

Film

Hannah Arendt di Margarethe von Trotta
Hannah Arendt di Margarethe von Trotta

Caesar
Musica:
Non sono certo mancati buoni album in ambito “oscuro” in questo 2014. Innanzitutto il nuovo Current93 (I Am The Last Of All The Field That Fell) che finalmente ci fa ritrovare il gruppo di David Tibet in ottima forma dopo qualche prova un po’ sfocata. Anche l’ultimo Rome (A Passage To Rhodesia) mi è sembrato meno compassato rispetto a qualche prova recente. Novità interessanti poi per quanto riguarda i gruppi italiani. I livornesi Malanima mi hanno sorpreso con il loro Mondi Dissociati, un album darkwave dalle mille sfaccettature che dimostra una ricchezza di influenze e sfumature musicali davvero sorprendenti. Buono anche Veritas dei Lupi Gladius, neo-folk e marziale al punto giusto. Da segnalare infine anche il veterano Simon Balestrazzi che, con il suo nuovo progetto Chandor Chasma, si conferma ancora una figura imprescindibile della scena sperimentale italiana.

Concerto:
Il concerto più eccitante è stato indubbiamente quello dei Tuxedomoon a San Giovanni Valdarno, una formazione “storica” americana che ha però guardato da sempre alla cultura europea.

Film:
Difficile la scelta in quanto le pellicole interessanti non sono certo mancate (penso a Nymphomaniac di Lars Von Trier e a Il regno d’inverno di Nuri Bilge Ceylan). Tuttavia la mia predilezione è andata per Il capitale umano di Virzì, un avvincente thriller e uno spaccato impietoso della nostra società in cui il denaro è l’unico parametro di riferimento.

Libro:
Fra i libri letti segnalo I poteri delle tenebre di Robert Aickman, uno dei maestri del “weird-tale” anglofono (molto apprezzato da David Tibet) del secolo scorso. Le Edizioni Hypnos stanno pubblicando per la prima volta in Italia tutta la sua produzione in 6 volumi.

Una canzone…

Malanima Arab Spring

Album

Current 93 - I Am The Last Of All The Field That Fell

  1. Current 93: I Am The Last Of All The Field That Fell
  2. Rome: A Passage To Rhodesia
  3. Malanima: Mondi Dissociati
  4. Lupi Gladius: Veritas
  5. Chandor Chasma: The Key

Concerto

Tuxedomoon a San Giovanni Valdarno
Tuxedomoon a San Giovanni Valdarno

Libro

I poteri delle tenebre di Robert Aickman
I poteri delle tenebre di Robert Aickman

Film

Il capitale umano di Paolo Virzì
Il capitale umano di Paolo Virzì

Christian Dex
Intanto non posso esimermi dal ringraziare pubblicamente e di tutto cuore i collaboratori di Ver Sacrum, che con il loro lavoro mantengono aggiornato questo sito! Senza di loro Ver Sacrum sarebbe ormai chiusa: già dallo scorso anno, e sempre di più in questo nuovo, i miei interventi editoriali saranno sempre più sporadici e limitati al supporto redazionale e informatico. Non perché non ci siano cose interessanti di cui parlare fortunatamente, ma purtroppo non riesco a stare dietro anche a questa attività. Mi ritiro di buon grado dall’attività di giornalista, ben conscio che il sito è in più che ottime mani!

Fatta questa doverosa premessa “sfagiolo” la mia Playlist, cominciando dalla musica, dove in prima posizione compaiono i Roma Amor, che non è esagerato giudicare la band italiana più valida in circolazione in questo momento. Secondi gli Youth Code, scoperti grazie alla loro partecipazione al tour americano degli Skinny Puppy e autori di un’eccitante rivisitazione dell’EBM old school in attitudine hard core. Terzi gli inossidabili Faun, da sempre una delle mie band preferite (e ora anche beniamini di mio figlio Jacopo di 10 anni!). Quarto posto per i Malanima, che con il loro album d’esordio sono stati davvero una piacevole rivelazione. In quinta posizione un’altra band da me molto amata, gli In Slaughter Natives, rarissimo esempio di progetto ambient industrial capace di emozionare e stupire pur nell’ambito di un genere ormai codificato e ipersfruttato.

Per il concerto sono stato in dubbio fino all’ultimo se menzionare i Clock DVA all’Elegia di Bologna a ottobre, ma alla fine scelgo con il cuore il live dei Pankow a Firenze, vista la straordinaria partecipazione del grandissimo Alex Spalck.

A Maps to the stars di Cronenberg va la scelta del miglior film, in un anno in cui davvero molte erano le opzioni possibili (Jarmusch, Virzì, 20.000 Days on Earth, American Hustle o Pride tra gli altri).

Infine come libro scelgo l’intensa e visualmente bellissima graphic novel Unastoria di Gipi.
Una canzone…

Combichrist From My Cold Dead Hands

Album

Roma Amor - On the wire

  1. Roma Amor: On The Wire
  2. Youth Code: An Overture
  3. Faun: Luna
  4. Malanima: Mondi Dissociati
  5. In Slaughter Natives: Cannula Coma Legio

Concerto

Pankow a Firenze
Pankow & Florence Dance Company “Die Wut” a Firenze

Libro

Unastoria di Gipi
Unastoria di Gipi

Film

Maps to the stars di David Cronenberg
Maps to the stars di David Cronenberg

DJ Lovv
Anno 2014 senz’altro positivo da un punto di vista musicale. Belle uscite discografiche – in particolare da parte di formazioni italiane – a testimonianza della buona salute di cui gode la scena musicale del nostro paese. A realtà affermate da tempo come gli Ataraxia ed a gradite conferme come Roma Amor, si sono distinte, con mio grande piacere, anche formazioni come Be Forest e Winter Severity Index, autrici di lavori a mio avviso davvero pregevoli.

Per quanto riguarda la mia playlist, al primo posto metto gli Ataraxia. Sebbene Spasms non si collochi, per quanto mi riguarda, tra i lavori migliori della loro lunga carriera, è comunque un bell’album e non mancano certo brani splendidi.
A ruota gli Interpol, tornati sulle scene con El Pintor, lavoro di buon livello e decisamente migliore rispetto alle ultime uscite discografiche – non proprio entusiasmanti – della band newyorkese.
I Roma Amor, autori di un album – nuovo solo in parte, con alcuni brani già editi – che mi ha catturato fin dal primo ascolto, si posizionano terzi.
Segue Twilight Kingdom, nuova prova solista di Lisa Gerrard, artista che per il sottoscritto è sempre un piacere ascoltare.
Quinta posizione infine per i Be Forest, cresciuti molto rispetto al debut album e giunti alla seconda fatica in studio con Earthbeat.
Avrebbero meritato un posto nella playlist anche le già citate Winter Severity Index, con il loro debut album Slanting Ray e Wind at Mount Elo, l’altro lavoro in studio degli Ataraxia uscito quest’anno.

Anno più che positivo anche per quanto riguarda i concerti. Tra quelli a cui ho assistito, il migliore è stato quello degli Welle:Erdball al K17 a Berlino. Ottima scaletta, concerto bello e trascinante. Non posso non citare anche la splendida performance degli Ataraxia al Circolo MU a Parma e quella dei Roma Amor all’Exenzia Rock Club di Prato.

Una canzone…

Ataraxia Sous la Coupule Spleenétique du Ciel

Album

Ataraxia – Spasms (Sous La Coupule Spleenétique Du Ciel)

  1. Ataraxia: Spasms (Sous La Coupule Spleenétique Du Ciel)
  2. Interpol: El Pintor
  3. Roma Amor: On The Wire
  4. Lisa Gerrard: Twilight Kingdom
  5. Be Forest: Earthbeat

Concerto

Welle:Erdball a Berlino
Welle:Erdball a Berlino (D)

 
Grendel
In questo 2014 le uscite discografiche che mi hanno davvero convinto sono ben poche, per cui la scelta dei titoli da inserire nella playlist di fine anno è stata quasi obbligata… Il disco che più mi ha sorpreso, in bilico tra sonorità gothic-death-black metal, è The great and secret show dei Devilment, la nuova band capitanata da Dani dei Cradle of Filth (il cantante inglese adesso milita in entrambe le formazioni…), che rappresenta una bella novità in una scena popolata da gruppi che raramente hanno qualcosa di originale da dire. A seguire due cd che rappresentano modi diversi di interpretare un genere come l’industrial metal, ovvero il convincente Olympia dei tedeschi Ost+Front e The perfect cult degli veterani Deathstars. Chiudono la mia classifica i The Birthday Massacre con Superstition e gli Interpol con El pintor: entrambi gli album propongono poco di diverso rispetto ai loro predecessori, ma è sempre un piacere ascoltare la musica di queste due ottime band.
Il film che più mi è piaciuto è Nightcrawler di Dan Gilroy, che in Italia è stato distribuito con il titolo Lo sciacallo – Nightcrawler. Jake Gyllenhaal, il bravissimo protagonista di questa storia a tinte nerissime, non è però solo un cinico sciacallo in cerca di scoop pseudo-giornalistici, ma molto di più, e la sua interpretazione da sola vale la visione di un film a tratti imperfetto, ma davvero efficace. Insomma, uno di quelli che lasciano il segno.
Il concerto più sorprendente è stato quello dei Watain all’Auditorium Flog di Firenze, un’esperienza forte e intensa che difficilmente dimenticherò, mentre come canzone dell’anno ho scelto “Nothing stands in our way” dei Lacuna Coil: a dire il vero la band milanese non è mai stata tra le mie favorite in passato, ma di recente ho avuto modo di rivalutarla grazie ad un ottimo live-show che me l’ha fatta considerare da una prospettiva diversa, e decisamente positiva.

Una canzone…

Lacuna Coil Nothing stands in our way

Album

Devilment: The great and secret show

  1. Devilment: The great and secret show
  2. Ost+Front: Olympia
  3. Deathstars: The perfect cult
  4. The Birthday Massacre: Superstition
  5. Interpol: El pintor

Concerto

Watain a Firenze
Watain a Firenze

Film

Lo sciacallo - Nightcrawler di Dan Gilroy
Lo sciacallo – Nightcrawler di Dan Gilroy

Hadrianus
Dischi:
IQ: The Road of Bones. Non è un disco dark/gothic, ma il decimo sigillo del gruppo di Michael Holmes (e del sensibile interprete Peter Nicholls) evidenzia una maturità compositivo/esecutiva straordinaria. Fra alti e bassi, gli IQ resistono ormai dal 1981, avendo evitato pure il naufragio post-major, per troppi colleghi esiziale. Romantico, enigmatico, sottilmente oscuro, The road of bones è il disco crepuscolare che accompagna i passi del viandante intento ad attraversare la brughiera, prima che i suoi stivali calpestino un mucchio d’ossa, e che uno spaventevole latrato ghiacci il suo sangue… Secondo posto per i Lacuna Coil, Broken crown halo non è poi tanto americano come gli immediati predecessori, anche se la coppia di regia Baumgardner/Hoffmann poteva lasciar presentire che la direzione sarebbe stata ancora una volta quella. In questo disco Andrea Ferro prende la mano del gruppo tra le sue e lo accompagna in alto, lungo la scalinata di marmo bianco che porta al Successo (per Cristina Scabbia ho terminato gli aggettivi…). Anche Cadaveria, la regina del metal-horror, col suo Silence si merita il podio, King Diamond ha trovato la sua degna erede. Al quarto posto gli Evergrey di Tom Englund, con Hymns for the broken; gruppo schivo che lavora nell’ombra, ma chi vuole confrontarsi nell’arena del dark-metal-prog non può più evitare il paragone cogli svedesi e con la loro ottima produzione. The Spiritual Bat: Mosaic è il death-rock del nuovo millennio, Rosetta Garrì e Dario Passamonti fanno compiere al genere un passo in avanti deciso, traghettandolo dal passato all’attualità, come stanno facendo The Eden House con il goth: saper trarre dal passato indicazioni preziose, ma l’uso che se ne fa è rivolto al futuro.

Concerto:
Crimson ProjeKCt, Udine Palamostre, 7.7.2014
Tony Levin, Pat Mastellotto, Adrian Belew… Concerto straordinario (anche il secondo trio non scherzava), tra lampi industrial, improvvisazione, avanguardia rock (ed una bellissima “Sleepless”, il brano new wave per eccellenza del Re Cremisi)… Meglio forse che nel 1996 (anche quella volta coll’amico Diego), Robert Fripp bene ha fatto a scegliere di rimanere in disparte, la sua presenza avrebbe distolto l’attenzione da questi sei magnifici interpreti, che se la sono meritata tutta.

Libro:
Alex Daniele: At war with the Gods
I primi epici venticinque anni del seminale gruppo albionico narrati con una cura ed una devozione dalle quali traspare più amore che mania, un volume ricco di immagini ed elegantissimo nelle sue 370 pagine ricche di informazioni, curiosità, profili esaustivi di membri, ex-membri e collaboratori (nemmeno il più oscuro gregario viene dimenticato dal meticoloso estensore). Biografia appassionata e competente come poche nel genere, resa accessibile anche a noi italiani da un inglese assolutamente comprensibile (non scolastico!). Il Mish ha lavorato sodo e bene, ed ha saputo coordinare un’ottima squadra, valore aggiunto d’una opera che consulto e consulterò fino a consumarla!

Film:
Gabriele Salvatores: Il ragazzo invisibile
Citazione ovvia, altro non ho visto, ma ci spendo qualche parola. Pellicola ambientata a Trieste, anche se la città rimane in disparte (eppoi perché nessuno – non dico i protagonisti, ma nemmeno le comparse – si esprime in dialetto?), per il primo esempio di film italiano con un supereroe come protagonista. Forse è materia per produzioni stellari e budget da multinazionale, ma a luci accese si rimane comunque soddisfatti. Certo che gli elementi del genere ci sono tutti (e pare trattasi solo della prima parte di una saga più articolata, ovvio anche questo). La scoperta dei poteri dei quali l’interprete principale è dotato, lo scontro tra Bene e Male (e buoni e cattivi), i primi vagheggiamenti amorosi (sulle prime non corrisposti…), un padre che fa la sua comparsa (anche se è sempre presente, seppur defilato) al momento opportuno, a rivelare a Michele le origini sue e della sua dote. Ed una organizzazione occulta animata da propositi poco trasparenti, sicuramente malvagi, che va per questo combattuta (ma le armi scarseggiano…). Rendersi invisibili, poi, porta alcuni vantaggi collaterali non di poco conto, sopra tutto se si è adolescenti, e tiranneggiati dai bulli. Un paio di dubbi non riesco a togliermeli: perché Salvatores (il regista ha a volte forzato una trama esile, senza provocare però rotture evidenti) ha voluto cimentarsi col fantastico? Eppoi, perché non metterci più di proprio? Forse era meglio lasciare gli albi Marvel nel cassetto, e fidarsi solo di fantasia ed ingegno. Con poco abbiamo creato Capolavori (Leone, Bava, Argento, Avati, ma l’elenco è lunghissimo), potevamo farcela anche stavolta.

Una canzone…

IQ The Road of Bones (live @ Loreley 2014)

Album

IQ - The Road of Bones

  1. IQ: The Road of Bones
  2. Lacuna Coil: Broken crown halo
  3. Cadaveria: Silence
  4. Evergrey: Hymns for the broken
  5. The Spiritual Bat: Mosaic

Concerto

Crimson ProjeKCt a Udine
Crimson ProjeKCt a Udine

Libro

At war with the Gods di Alex Daniele
At war with the Gods di Alex Daniele

Film

Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores
Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores

Mircalla
Anche se non ho potuto vedere i concerti di presentazione di Lament, sono stata molto colpita dall’impegnativo lavoro che gli Einstürzende Neubauten hanno dedicato alla prima guerra mondiale, periodo che per motivi familiari mi interessa molto; in particolar modo mi ha conquistata per la sua genialità il brano “Der 1. Weltkrieg (Percussion Version)”, che ho indicato anche come miglior canzone. Altro album che ho apprezzato quest’anno è A Passage to Rhodesia di Rome, dalle atmosfere oscure e affascinanti, anche questo, guarda caso, dedicato a una guerra (civile), anche se decisamente meno nota! Segnalo poi i nuovi lavori dei grandi Deine Lakeien e Current 93, due gruppi che amo molto e che continuano a produrre musica ad altissimo livello. Non posso però dimenticare On the wire dei Roma Amor: già lo scorso anno 17:3 era in testa alla mia playlist; quest’anno l’aggiunta di nuovi brani, tra cui la bellissima title track, rende questo album davvero magnifico!

Più che un concerto quest’anno voglio ricordare un evento che mi ha affascinato, ovvero quello che si è tenuto presso il Cimitero della Certosa Monumentale di Bologna da parte di Opera Sublime, che mi ha permesso di conoscere un luogo straordinario e di visitarlo immersa in un’atmosfera di rara bellezza e soavità. Passeggiare tra le tombe e le sculture magnificamente illuminate è stata un’esperienza unica e gli splendidi concerti di Spiritual Front e Sieben sono stati all’altezza della situazione, nonostante l’assenza degli inarrivabili Rosacrux.

Riguardo al miglior film avevo pensato di optare per un difficile compromesso tra due opere e due registi, che, nella loro estrema diversità, amo moltissimo, ovvero Nimphomaniac (I e II) di Lars Von Trier e Solo gli amanti sopravvivono di Jim Jarmush. Questa scelta è stata stravolta all’ultimo minuto dalla visione di Mommy di Xavier Dolan, che mi ha letteralmente fatto innamorare del film e del suo autore, finora a me sconosciuto. E come sempre accade quando ci si innamora, non si pensa ad altro e tutti gli altri film sono completamente scomparsi dalla mia mente!

Anche il libro è una scoperta: non conoscevo Thomas Ligotti prima di leggere l’antologia di racconti I canti di un sognatore morto, pubblicata nel 1986, già edita in Italia negli anni scorsi e tornata in vendita quest’anno, forse anche in seguito al grande successo della serie televisiva True Detective, che da Ligotti trae molta ispirazione. Fatto sta che si tratta di brevi storie inquietanti, visionarie, oscure e complesse come non ne leggevo più da tanto tempo ed è stata un’esperienza di lettura davvero coinvolgente!

Una canzone…

Einstürzende Neubauten “Der 1. Weltkrieg (Percussion Version)

Album

Einstürzende Neubauten - Lament

  1. Einstürzende Neubauten: Lament
  2. Rome: A Passage to Rhodesia
  3. Roma Amor: On the wire
  4. Deine Lakaien: Crystal Palace
  5. Current 93: I Am The Last of All the Field That Fell: A Channel

Concerto

Spiritual Front + Sieben, Bologna
Spiritual Front + Sieben a Bologna

Libro

I canti di un sognatore morto di Thomas Ligotti
I canti di un sognatore morto di Thomas Ligotti

Film

Mommy di Xavier Dolan
Mommy di Xavier Dolan

Mrs. Lovett
Anche questa un’annata soddisfacente: se così non fosse, come si spiegherebbe la mia incertezza, fino all’ultimo, sui dischi da menzionare? Tra l’altro, quando mi sembrava di avere ormai le idee abbastanza chiare, ecco che – ormai si era in autunno – gli Einstürzende Neubauten hanno sconvolto i miei piani costringendomi a inserire il loro Lament nella rosa dei cinque, a scapito, spiace dirlo, di uno delle uscite italiane che avevo scelto. Non hanno potuto però estromettere il grande Peter Murphy, tornato con Lion a livelli mirabili e l’ottimo Ana Liil di Apoptose, una gradevole scoperta. Ma poiché l’attenzione per la musica italiana è cosa buona e giusta, ecco i nostri Malanima con Mondi Dissociati, una vera sorpresa, giacché si tratta di un disco autoprodotto e gli Hapax, di cui la SDN, nel 2014, ha prodotto il debut album, lo splendido Stream Of Consciousness: due esordienti, dunque, ma che hanno fornito prove di livello talmente alto da farci sperare che, d’ora in poi, rappresenteranno degnamente la nostra musica magari anche in ambito internazionale. Peccato allora dover tralasciare, per i limiti che ci siamo imposti, le Winter Severity Index, i Be Forest, i Two Moons, gli Schonwald e i The Rip: grandi risultati, quest’anno, per tutti loro e tanto lustro per la nostra tradizione italiana.

Riguardo al concerto, nel 2014 la sottoscritta non ha presenziato a eventi di grosso rilievo ma la stagione non è stata del tutto priva di soddisfazioni. Nel numero, svettano Blixa Bargeld e Teho Teardo che il 21 marzo ci hanno regalato una grande serata di musica all’Auditorium Flog di Firenze.

Fino a qualche giorno fa non nutrivo alcun dubbio riguardo al film: Solo gli amanti sopravvivono, l’ultimo lavoro di Jim Jarmusch, sembrava fatto apposta per me. Bellezza delle immagini, storia coinvolgente e una colonna sonora straordinaria a cura di Jozef van Wissem sono gli ingredienti principali di una pellicola a mio avviso praticamente perfetta. Rimango sulla mia posizione anche se la recentissima visione dello sconvolgente Mommy mi ha messo profondamente in crisi. Dopo una riflessione, però, ho deciso che, nel 2014 la fantasia, la bellezza ed il godimento estetico avrebbero prevalso sulla tensione emotiva e la sofferenza: almeno per una volta…

Infine, per quanto riguarda il libro, ne propongo uno un po’ sui generis ma che, a mio avviso, ha significato tanto: So This Is Permanence – Ian Curtis, a cura della moglie Deborah e di Jon Savage, raccoglie manoscritti originali ed altro materiale di prima mano relativi a Ian Curtis. Un oggetto che può risultare prezioso per tutti coloro che lo hanno amato e ancora lo ricordano.

Il brano che ho scelto può essere definito solo così, minimale e triste, nell’ordine che preferiamo: due aggettivi che forse si adattano all’intero, pregevole disco da cui è tratto. Ma questo non è un sito per chi ama la tarantella, dunque ecco “Hidden” dei The Rip.

Una canzone…

The Rip Hidden

Album

Lament - Einstürzende Neubauten

  1. Einstürzende Neubauten: Lament
  2. Peter Murphy: Lion
  3. Apoptose: Ana Liil
  4. Hapax: Stream Of Consciousness
  5. Malanima: Mondi Dissociati

Concerto

Blixa Bargeld e Teho Teardo a Firenze
Blixa Bargeld e Teho Teardo a Firenze

Libro

So This Is Permanence – Ian Curtis
So This Is PermanenceIan Curtis (a cura di Deborah Curtis e Jon Savage)

Film

Solo gli amanti sopravvivono di Jim Jarmusch
Solo gli amanti sopravvivono di Jim Jarmusch

Natalie C.
Io penso che questo è stato un anno ambivalente: ha visto da un lato il declino qualitativo della scena tedesca, stretta tra la morsa modaiola, mainstream, che arricchisce il conto in banca più che l’estro creativo, e gli spazi sempre più stretti per gruppi che hanno cose da esprimere.
Per contro sono esplose le scene italiane e francesi, forse proprio perché essendo molto più di nicchia, i gruppi che resistono e riescono ad emergere hanno in loro il fuoco sacro della creazione e della motivazione.
Per questo motivo le mie scelte si concentrano su Francia e Italia, con una capatina in Svizzera.
Primi i Guerre Froide con Avant-Dermière Pensèe: l’ennesima conferma, essenziale, e minimalista, di un gruppo che appartiene alla storia della New Wave: l’incarnazione, l’essenza stessa di ciò che questo movimento rappresenta. Secondo Posto per Slanting Ray delle nostre Winter Severity Index, il gruppo che meglio ha raccolto il testimone di questo movimento. Terzo posto per Le Chaos de l’Histoire dei francesi L’Ordre d’Heloise, un gruppo storico per anno di fondazione, ma che purtroppo ha iniziato a cercare di far conoscere solo di recente la sua ottima, musica, fredda, oscura e ricca di contenuti, di pathos. Quarto posto ancora in Italia, con Deadline di The Last Hour, l’oscuro ed emozionale progetto di Roberto Del Vecchio. Quinto posto per The White Days dei Factice Factory, anche loro fautori di un ritorno alle origini degli anni ’80 al ritmo scandito dalla potente bassline.

Concerto, ancora una volta i Guerre Froide, da me visti allo Shelter di Colturano (MI): look minimalista, proiettore con immagini di desolazione urbana proiettati alle spalle di un carismatico, intenso Yves Royer, come era abitudine nei primi anni ’80: un viaggio nel tempo, alle origini, e l’occasione di guardare negli occhi una leggenda vivente.

Film: Il Giovane Favoloso di Mario Martone: un registra che sa trasporre in immagini i moti dell’anima che fa un film su Giacomo Leopardi, che a mio avviso è stato il più grande poeta italiano, e sicuramente uno dei padri spirituali, anche dei migliori songwriters del nostro Paese.

Libri: So This is permanence: cos’altro può eguagliare l’emozione di stringere tra le mani la raccolta dei manoscritti e della memorabilia di Ian Curtis?

Canzone: “Demain Berlin”… l’anthem dei Guerre Froide dal concerto di Milano, per chi non li ha visti in concerto, sperando che presto tornino dalle nostre parti, magari davanti al pubblico che si muove per le grandi occasioni.

Una canzone…

Guerre Froide Demain Berlin

Album

Guerre Froide - Avant-Dermière Pensèe

  1. Guerre Froide: Avant-Dermière Pensèe
  2. Winter Severity Index: Slanting Ray
  3. L’Ordre d’Heloise: Le Chaos de l’Histoire
  4. The Last Hour: Deadline
  5. Factice Factory: The White Days

Concerto

Guerre Froide a Colturano (MI)
Guerre Froide a Colturano (MI)

Libro

So This Is Permanence – Ian Curtis
So This Is PermanenceIan Curtis (a cura di Deborah Curtis e Jon Savage)

Film

Il Giovane Favoloso di Mario Martone
Il Giovane Favoloso di Mario Martone

Softblackstar
Miglior album 2014:
Sarò monotono ma per me l’ultimo Swans è il disco dell’anno. Difficile dare un seguito al mastodontico The Seer, ma il nuovo doppio album di Gira & co. è un altro centro perfetto. Dal vivo poi questi brani rendono ancora di più.
Ben Frost dal canto suo ruba il barbuto Tor Harris agli Swans per il suo ultimo A U R O R A, e il tocco del percussionista/polistrumentista si fa sentire in tutta la sua potenza nell’ultimo album del nuovo capofila del drone/ambient, soprattutto se avete visto dal vivo anche lui e siete sopravvissuti alle luci strobo per raccontarlo.
Trepaneringsritualen per me è stata una gran bella sorpresa. Davo l’industrial di marca scandinava oramai morto e sepolto ma Trepaneringsritualen riesce a tirare fuori un album che a tratti può sembrare quasi orecchiabile per chi è avvezzo a BDN e il resto della cricca della fu CMI ma che è ben costruito e pieno di idee.

Film:
True Detective. No, non è un film. Sticazzi, resta quanto di meglio prodotto nel 2014, nonostante McConaughey molto bravo ma un po’ troppo sopra le righe.

Libro: Fatale. Imperdibile gran finale della serie a opera di Ed Brubaker e Sean Philips a base di noir e demoni.

Brano: Swans – “She Loves Us”.

Concerto:
Shirley Collins come apertura di C93. Solo 3 brani, 15 minuti o giù di lì. Emozionante come pochi. Lo ricorderò per sempre.
A seguire, in ordine sparso:
– Bohren & Der Club of Gore a Londra
– ascoltare Stephen O’Malley che spara drone a mille al 24 Hours Dronefest di Utrecht verso le 2 di notte comodamente steso a terra su dei cuscini e andare in trip SENZA l’ausilio del simpatico additivo legale in vendita in Olanda
– gli Earthless dal vivo. Forse è più roba per Adriano Moschioni, ma raramente ho visto tanta furia in un concerto. L’headbanging definitivo.
– Ben Frost. Luci strobo, drone pesantissimi e percussioni live.

Miglior ristampa:
Black Tape For A Blue Girl – Remnants of a Deeper Purity in vinile.
Una canzone…

Swans She Loves Us

Album

Swans - To be kind

  1. Swans: To Be Kind
  2. Ben Frost: A U R O R A
  3. Trepaneringsritualen: Perfection & Permanence
  4. A Winged Victory For The Sullen: Atomos
  5. Burial Hex: In Psychic Defense

Concerto

Shirley Collins a Londra
Shirley Collins a Londra

Libro

Fatale di Ed Brubaker e Sean Philips
Fataledi Ed Brubaker e Sean Philips

Film

True Detective
True Detective di Nic Pizzolatto

Condividi:

Lascia un commento

*