Pale TV: Penitenziali

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Questa potrebbe essere una storia a lieto fine, se l’esito non si fosse fatto attendere un po’ troppo. Ma, d’altronde, meglio tardi che mai. Non si sa se la pubblicazione di questo Penitenziali proprio al principio del nuovo anno a metà del mese di gennaio sia l’annuncio di una ripresa dell’attività dei Pâle o Pale TV (a seconda della fase): forse no, dal momento che l’interruzione è stata lunga ed il frontman Alex ha di recente intrapreso l’avventura da solista esplorando mondi musicali abbastanza diversi dalla geniale new wave sperimentale degli esordi. In ogni caso, la ristampa del loro mitico Blue Agents, poco più di un anno fa, deve aver portato fortuna ai Pâle se anche il loro secondo album, rimasto inedito per un numero di anni imbarazzante (trenta o giù di lì) ha destato l’interesse della Spittle tanto da arrivare alla pubblicazione. Cosa ha impedito a queste otto tracce, a tempo debito, di vedere la luce non è dato sapere: il rigore, forse, o l’idealismo di chi nello ‘showbiz’ si è sempre trovato a disagio. Oggi, Alex, Blue Niagara, Adrenalina e Whip, sono quattro ex-ragazzi a cui la vita ha di certo riservato molte altre esperienze; magari non per tutti loro la musica ha ancora il ruolo che aveva una volta ma chissà che emozione sarà stato rimetter mano a queste composizioni rimaste inutilizzate e vederle apprezzate per ciò che hanno realmente significato! Il recupero del materiale è stato reso possibile grazie all’impegno, oltre che dei diretti interessati, anche di Oderso Rubini cui la new wave italiana tanto è debitrice. Solo per cinque dei brani dell’album – testi quasi tutti in italiano! –  sono state utilizzate le incisioni originali, mentre gli altri tre sono stati reincisi dai componenti della band riunitisi per l’occasione.  Parliamo prima dei pezzi ‘recuperati’: “Ragazza Fiore” è uno dei più ‘dark’, con l’inizio ritmato, basso cupo, canto da ‘canaglia’ come è sempre stato un po’ tipico di Alex e la tastiera dai suoni quasi ‘sinistri’, brava Blue Niagara! Poi ci sono “Getsemani”, i cui classici suoni elettronici sembrano discendere da una tradizione che risale su fino ai Kraftwerk e “Morti e sepolti”, uscito all’epoca come singolo autoprodotto, che attesta ancora una volta l’attitudine sperimentale dei nostri nel loro proporre una forma ‘canzone’ del tutto innovativa e fuori dai canoni: la rabbia del ‘manifesto’ abbinata a tastiera e ad un basso irrequieto. “Alida V” e “SPQR” invece sono le due tracce più legate alle sonorità della prima fase new wave, quest’ultima in particolare fa presagire scenari più cupi ed aggressivi.  “Sangue e Rose”, di cui abbiamo dunque qui una nuova versione, esordisce in sentore di blues per imboccare poi sentieri oscuri indicati dalla bellissima tastiera gotica e dal canto, meno ‘canagliesco’ e più drammatico. Nuove anche “Dressed in Black”, dai suoni più sporchi di rock e “Pionieri”, definita da un basso straordinario,  di certo uno degli episodi più belli e strutturalmente più complessi. Penitenziali, quale doppia testimonianza di passato e modernità, è quindi imperdibile sia per noi ex-ragazzi che per i fan della new wave di ultima generazione cui di certo può offrire un’esperienza intrigante. Ricordo che il disco sarà presentato il 23 gennaio allo Small Music Club di Pieve di Cento (BO) e il 24 Gennaio al One and More a Bologna. Siateci!

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