Ecnephias: Ecnephias

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Curioso che sia il quinto platter (chiusura della trilogia principiata nel 2011 con “Inferno” e proseguita col centrale “Necrogod” del 2013) a chiamarsicome il gruppo potentino. Il benchmark costituito da Type O Negative e Moonspell è parametro attendibile per misurare la bravura degli Ecnephias, i quali issano lo stendardo del dark metal proponendosi come convincenti sostenitori di un genere dai contorni indefiniti, miscelando partiture classic-metal ad altre derivanti dal doom e dal gothic. Manca la profondità – abissale – che il combo del compianto Steele sapeva evocare con perizia e mestiere,ma “Ecnephias” è davvero un bel disco, crescendo di tono fino allo spettacolare capitolo finale (è partito in “Chapter I”, “II”, “III” e “IV”, ognuno marcante differenze sensibili dagli altri in quanto ad ambientazione e coinvolgimento dell’ascoltatore), “The southern pagan rites” che lega con un laccio ben serrato il gruppo alla tradizione più ermetica (per me che disto a centinaia di miglia) della sua Terra (“Nia nia nia”, “Vipra negra”), rafforzando la fraternità coi lusitani di Ribeiro. La prestazione del vocalist Mancan acquista sicurezza coll’avanzare delle tracce, gli altri quattro musicisti generano coi loro strumenti un maelstrom emozionale, come solo il dark più crepuscolare, ma al contempo epico e solenne (le nerissime lande attraversate dalle furiose cavalcate dei Fields of the Nephilim non distano poi tanto…) sa evocare. Opportunamente è My Kingdom Music a prendersene cura, “casa” ideale per le istanze di questo interessante, e forse a tutt’oggi sottovalutato quintetto.
Per informazioni: http://www.mykingdommusic.net
Web: http://www. ecnephias.com
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