Aa. Vv.: Electropop 10

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Una compilation tedesca, di synthpop leggero ma gradevole, per momenti di spensieratezza, relax e dancefloor alternativi e, perché no, per conoscere nuovi gruppi che suonano questo genere, piuttosto seguito, soprattutto in Germania.
I primi sono i Dead Man Recovering con “Dignity”, un pezzo ritmato, ballabile pur non essendo estremamente veloce. Seguono gli Electro Planet con “Way To The Planet” con un pezzo molto stile anni ’80, che mi fa venire in mente gruppi come gli Alphaville, con la loro wave leggera che strizzava l’occhio alle discoteche. Gli Electro Spectre con “Your Love Is A Criminal” hanno dei suoni più freddi e filtrati, che strizzano gli occhi a gruppi come i Bronsky Beat. Gli Heliophile con “Econocide” usano i suoni freddi dei synth, per un pezzo a cavallo tra darkwave, soprattutto per l’uso della voce in certi tratti, ed ammiccamenti a sonorità decisamente più commerciali. I Kartagon con “Rescue Me” propongono un pezzo decisamente veloce, ma sono anche tra quelli più vicini a sonorità più alternative e oscure. I Naommon con “Beginning Everyday” propongono una canzone più lenta, che aspira più ad essere ascoltata che ballata. I Pos.:2 con “Only Electropop” eseguono una sorta di elegia delle varie correnti dell’elettropop, un pezzo gradevole, anche decisamente leggero e mirato alle discoteche; lo stesso si può dire della canzone successiva, “Fortunes Faded” dei Sinestar, che è forse ancor più commerciale. I The Voice And The Snake con “Children Of The Sun” propongono un brano che ha una gradevole melodia e dei momenti più danzabili, vicini alla italodisco. I Vaylon con “Lost” propongono uno dei pezzi più oscuri della compilation: sul cantato, più intimo e melodico di quello dei pezzi precedenti, si intrecciano sonorità più ricercate, più vicine alla new wave, pur restando ballabili: a mio avviso uno dei migliori brani dell’album. Gli X-Sonic con “Machine Language” propongono un pezzo leggerino, sullo stile mainstream degli anni ’80 di artisti come ad esempio Paul Young. Gli Zero-Eq in “Discodark” dimostrano una buona maestria nelle tastiere e nella scelta delle sonorità, che si apprezzano soprattutto nei tratti più lenti, mentre il riff è decisamente commerciale. Chiudono l’album gli Zoon Politicon con “Mercy”, che si contendono con i Vaylon il titolo di miglior pezzo dell’album, almeno per chi, come me, e, immagino, i nostri lettori, preferisce le sonorità più oscure, elaborate, che sappiano trasmettere emozioni anche quando si balla. Sono i gruppi che mi piacerebbe sentire con un lavoro tutto loro.

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