Adan & Ilse: Cold Diamonds

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Un cd eterogeneo, composto da dodici pezzi, per questo gruppo attivo dal 2007 ed ora passato alla Unknown Pleasures records, piccola ma attiva e attenta etichetta francese.
Il cd è aperto da “Failures”, un brano avvolgente, con un bel tappeto sintetico di malinconia, enfatizzato ancor più dall’eco usato sulla voce. Colpisce l’impatto emotivo di un tipo di musica che, come stereotipi, si associa più facilmente alla freddezza minimale, disincantata, mentre qui dei sentimenti autentici, caldi sono espressi dagli strumenti elettronici.
“Sun king” ha tonalità più fredde nervose, e si rifà più marcatamente alla musica elettronica di matrice inglese dei primi anni ’80.
“Lost Overdrive” è più ipnotica e ballabile, e si avvicina in un qualche modo ad alcuni lavori dei Cabaret Voltaire.
La cover di “Love will tear us apart” è aperta dalle lente note di un piano struggente, un omaggio molto particolare, perché la voce è veramente quella di Ian Curtis, che canta su queste note lente, venate di tristezza, che la rendono di grande impatto, dolce e disperata allo stesso tempo, per non parlare dell’emozione di una fan nell’ascoltare la voce di Ian con un suono diverso, eppure ugualmente, intensamente coinvolgente.
“Red star” è più sperimentale, un downtempo accompagnato da graffi sintetici e una voce declamante.
“Some desire” è lenta, impregnata di un’atmosfera in qualche modo morbosa, come a descrivere il tormento, le pulsioni dei desideri che invadono l’anima.
“Voice in the blue” è come una via di mezzo tra l’EBM della sezione ritmica, molto veloce e pesante, con la voce abbastanza profonda come dai canoni di quel genere, e la parte armonica più melodica e delicata.
“Stardust” ha un brillante tappeto di synth, lento e pieno di sfumature diverse, e una voce bassa, tormentata, venata di oscuri sentimenti.
“Boys in eyeliner” è un bell’omaggio agli anni ’80 effimeri, a chi evadeva dal grigio tuffandosi nell’arcobaleno vittoriano del new romantic, delle danze che esaltavano la gioventù, la leggerezza, il piacere di assaporare il momento fugace, prima che finisca.
“Skin (succomb to the bliss)” è un pezzo che sembra ammiccare al dancefloor, con ritmi veloci e i synth che ammantano tutto di seducenti sonorità, per un risultato che ricorda i Nitzer Ebb.
Il disco si chiude con due alternative versions, la prima di “Lost overdrive” (qui nel Simi Nah vs Kgb remix) che la rende ancora più ritmica e destinata soprattutto ad essere ballata, con campionamenti di cori e voci femminili.
La versione di “Boys in Eyeliner” remixata da Veronika Nikolic & John Lord Fonda è invece molto più eterea dell’originale: i synth rallentano, come in momenti di introspezione, di riflessione, come la consapevolezza che gli altoparlanti si spegneranno, le luci si accenderanno e dopo un’ultima danza bisognerà fare ritorno al grigio quotidiano.

Per informazioni: http://www.unknown-pleasures-records.com/
Web: https://www.facebook.com/adanandilse
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