Chandeen: Forever and Ever

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Molto conosciuti dal popolo dell’ethereal/dream-wave i Chandeen – attualmente Harald Löwy e Julia Beyer – hanno alle spalle una travagliata ‘carriera’ incominciata in Germania nel 1990, vari cambi di line up ed anche di orientamento al punto che ogni album, come è stato osservato, presenta differenze tangibili dal precedente. Oggi il genere per il quale il progetto era divenuto famoso forse è meno di moda rispetto a quando la sua ‘avventura’ è iniziata. Tuttavia lo stile delicatamente accattivante dei Chandeen continua ad avere un seguito fedele che ne apprezza la capacità onirica e visionaria, con passaggi a volte giocosi e a volte densi di malinconia: queste sono le caratteristiche anche del nuovo Forever and Ever. Apre “Popcorn On Blue Eyes”, strumentale e tenue, che suggerisce immagini chiare e color pastello. Subito dopo, “Cloudy Canyon” sfoggia una ritmica più vivace, ma in verità tutto ruota intorno alla parte vocale di Julia Beyer, modello di ‘miele’ e sensualità; “Wake Up, Starbuck”, poi, è decisamente uno degli episodi migliori: l’esordio sinuoso al piano spalanca uno scenario di emozionante armonia piena di suoni in cui, alla fine, si fa strada una voce femminile intensa e spirituale. Quindi, dopo l’orecchiabile e non troppo impegnativa “The Wild Unknown”, uscita anche come singolo, e le voci ‘robotiche” di “What The Lies Beneath The Sky” che confluiscono in un’atmosfera di morbido ‘spleen’, vogliamo menzionare solo gli ultimi due brani dell’album: “Paralysed” emana un pathos impalpabile ed aereo, in cui l’alternanza fra voce maschile e femminile introduce benvenute ‘variazioni’  mentre “In Distant Sunset Light” spinge il ‘dreamy’ e l’’ethereal’ fino alle estreme conseguenze, sfidando con coraggio il rischio che, in verità, nel corso dell’intero disco è rimasto latente, cioè quello della monotonia: i Chandeen hanno vinto la sfida ma…

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