The KVB + Backlash

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Del duo inglese The KVB abbiamo parlato due anni fa circa, a proposito del loro album Immaterial Visions. Da allora i nostri, divenuti sempre più noti per la loro musica oscura dagli sferzanti suoni ‘metropolitani’, fatti da consistenti strutture elettroniche e da una chitarra spesso ‘tagliente’, hanno al loro attivo qualche altra pubblicazione e, soprattutto, una discreta attività dal vivo che li ha portati, in questi giorni, anche dalle nostre parti. Nello specifico, ci riferiamo alla recente data presso il Tender Club di Firenze alla quale abbiamo potuto assistere: si trattava in verità di una serata di musica e moda – DROMe Night Party – in cui, a fare da supporto ai nostri, era presente una giovanissima band milanese, i Backlash, seguaci – come da loro stessi spiegato – della ‘terza generazione del brit pop’. L’abbinamento appariva quindi quanto meno bizzarro, dal momento che le atmosfere dei The KVB sono davvero molto lontane dal cosiddetto brit pop – del quale per altro la sottoscritta non è granchè competente, è giusto precisarlo! – e la loro drammaticità contrasta nettamente con le sonorità più giocose di quel genere.

Backlash. Foto di Mrs.Lovett

L’esibizione dei Backlash, seguita da un pubblico abbastanza scarso, è risultata, appunto, in linea con i canoni del brit pop e, per ‘vivacizzare’ la situazione il gruppo ha inserito un paio di cover di classiconi, come l’’eterna’ “My Generation” degli Who o anche “You Really Got Me” dei Kinks, che hanno nel complesso divertito i presenti.

The KVB. Foto di Mrs.Lovett

Di tutt’altra pasta i due inglesi: fin dal primo momento hanno dimostrato una minore inclinazione alla comunicativa e si sono trincerati dietro i loro strumenti; alle spalle scorrevano immagini astratte in bianco e nero che inondavano l’ambiente di visioni inquietanti e vagamente ipnotiche – curate, come hanno fatto sapere, da loro personalmente tramite programmi di grafica digitale – perfettamente adatte allo stile musicale. Tuttavia, se l’attenzione generale in pochi minuti è stata calamitata verso il palco, il merito non è stato certo per la parte visiva, bensì per l’abilità che la coppia ha mostrato, al di là del suo atteggiamento schivo e concentrato, tanto che la sala si è velocemente riempita di un uditorio palesemente interessato, per non dire conquistato dalla potenza dei suoni. Nicholas Wood imbraccia la chitarra da shoegazer, come una sorta di strumento di ‘aggressione’ e vi trae note che sanno di fabbrica e di cieli plumbei, in un’orgia di accordi ‘corrosivi’ che a volte sembra possano ferire le orecchie; il drumming impone una ritmica costantemente sostenuta mentre dalla tastiera di Kat Day – per l’occasione in curioso miniabito foggia anni ’60 – emana una sorta di fredda corrente.

Potrebbe apparire strano che una formula musicale così oscura ed un atteggiamento così poco accattivante abbia potuto coinvolgere profondamente il pubblico, eppure è andata proprio in questo modo: i due non si sono curati affatto di proporre sonorità accessibili, ma, a parte poche eccezioni, come per esempio “Dominance/Submission”, in cui si riscontra la presenza di qualche elemento di ‘melodia’, hanno letteralmente scaraventato nella sala il loro repertorio più ‘tosto’ che comprendeva alcuni dei pezzi più apprezzati, come la bellissima “Shadows” da Immaterial Visions, “From Afar” da Out of Body o “Leaning” da Always Then; inoltre hanno proposto anche alcuni brani estratti dal loro lavoro uscito lo scorso gennaio, Mirror Being che, a quanto si è sentito dire in giro – ma ci riserviamo ovviamente di approfondire –  contiene una serie di tracce estremamente sperimentali, per lo più strumentali, ricche di spunti ispirati a vari generi e meno legate alla tradizione shoegaze. Si è trattato dunque di un ascolto di un certo impegno, ma l’esibizione dei The KBV, come si diceva, ha colpito ed interessato i presenti tanto che, al momento conclusivo, allorché i due, dopo un’oretta di musica, hanno sbrigativamente abbandonato la scena senza neanche un saluto, si è percepita un po’ di delusione che comunque non ha tolto niente ad una serata decisamente positiva e ricca di belle vibrazioni.

The KVB. Foto di Mrs.Lovett

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