Cotard Delusion: A Colonial War

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Un’altra perla in arrivo dal Portogallo, un Paese che continua a rivelare piacevoli sorprese.
Questo album, in digital download gratuito, ha sette pezzi, dei piccoli capolavori neofolk impreziositi dagli intermezzi di strumenti a fiato e dalle tastiere con sonorità antiche: un viaggio verso il crepuscolo, sulle ali della malinconia, dei ricordi, dei sentimenti, che si mostrano nel loro massimo splendore, come fa il giorno prima di sfumare nell’oblio della notte.
Questo album è dedicato ai soldati delle guerre coloniali portoghesi, senza (così affermano) voler avere un significato politico, ma un semplice pensiero per persone che hanno dovuto lasciare la loro casa, il loro mondo per andare a combattere e spesso morire in un luogo lontano.
“Departures” ha tutto lo struggimento di una partenza che forse non avrà un ritorno, di un addio… Note malinconiche, un ultimo sguardo a chi e cosa si lascia, per fissarlo nel cuore, nell’anima.
“Wrong” è in classico stile neofolk…. Impreziosito da un suono di tastiera che ricorda un organo…. Le preghiere, i dubbi.
“In the Jungle” è una corta ballata, una marcia in mezzo ai pericoli e in preda alla rassegnazione.
“Dream of the fool” è talmente lacerante… Ogni singola nota sembra esprimere i moti dell’anima…. I passi di una danza verso l’abisso, verso la follia che aiuta a non pensare alla morte.
“Love (in the stars)” scandita da ritmi lenti e oscuri sembra come una notte che non conosce pace, le confessioni fatte agli astri lontani, la speranza di poter rivedere un giorno le persone amate.
“Dead brother” è l’orrore della guerra, il guardare il corpo senza vita di una persona con cui si sono condivise giornate, speranze, lotte… Un dolore che lacera l’anima, perché bisogna continuare a combattere per non soccombere…. e allora i ricordi volteggiano nei pensieri…. con rimpianto e struggimento…. forse senza lacrime, perché in certi momenti anche fermarsi a piangere è un lusso che non ci si può permettere. E allora tutto il dolore si racchiude nel cuore, in un canto che si eleva come un lamento.
“Hail the great empire” è più marziale, imperiale, ma non suona come un inno alla gloria, quanto piuttosto il ritratto della follia che spinge a sacrificare vite in nome di un falso ideale, degli interessi e delle ambizioni di qualcuno…. E il ritmo angosciato di sottofondo suona come una presa di coscienza di cosa si cela al di là dei fasti degli Imperi.
Un lavoro stupendo, empatico, che riesce davvero a ricreare gli stati d’animo di persone trascinate in un conflitto, vittime sull’altare dell’ambizione, del delirio collettivo: si può collocare senza sfigurare a fianco a quelli dei Maestri di questo genere, con in più una forza evocativa ed emozionale veramente intensa, unica!

Per informazioni: https://www.facebook.com/cotarddelusion777/timeline
Web: https://cosanostradarkclubofficial.bandcamp.com/album/a-colonial-war
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