Haxel Garbini: URI

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Haxel Garbini è quello che si può definire un musicista eclettico. Nato a Genova nel 1978, ha un curriculum di varie esperienze negli ambiti musicali più disparati. Nelle sue esperienze è infatti passato dalla psichedelia allo ska-punk fino a raggiungere territori jazz e grind core. Ha partecipato anche alla compilation tributo dei Moody Blues della sanremese Mellow Records con il brano “Lazy Day”. Appare inoltre anche in altre compilation come The Date Fork Seeps The River Volume 3, incentrata sull’elettronica e il noise,  per Nauscopy Records e Independent No. 1’s per W.O.A. Records. Con un background artistico del genere alle spalle Gardini si è ora cimentato per Snowdonia con un album particolare di matrice ambient-elettronica intitolato URI. Si tratta di una sorta di concept basato sui ricordi annebbiati dell’infanzia che, in quanto impalpabili e sfocati, si mescolano con la materia onirica dei sogni. Tutte le tracce sono legate all’elemento dell’acqua, visto nel suo duplice significato di luce e oscurità, usato come vero e proprio strumento in fase compositiva. D’altronde è sufficiente guardare la copertina in cui le splendide foto di Giuseppe D’Anna raffigurano paesaggi nebbiosi e “acquatici” per entrare nello spirito e nel “mood” “filosofico” di URI. Per riuscire nell’intento di evocare le “immagini” e i ricordi sepolti nella sua memoria Garbini ha deciso di utilizzare lo stetoscopio invece del microfono, uno strumento che gli permette di creare delle ambientazioni oniriche in cui risaltano i rumori naturali di luoghi situati nelle vicinanze di acqua o tronchi cavi. Oltre alle stetoscopio il musicista ligure ha utilizzato strumenti come violino, fisarmonica e anche giocattoli. Ha poi effettuato numerose sovraincisioni per ottenere gli effetti voluti. Nell’insieme ci troviamo di fronte a un album sperimentale e ambient che sfrutta ampiamente la tecnica del field-recording. Obiettivamente non si tratta di un prodotto di facile ascolto e sicuramente è molto particolare (anche se si possono fare dei paragoni con come Fennesz o artisti dell’etichetta polacca Zoharum come Aquavoice e Inner Vision Laboratory) ma in ogni caso potrebbe interessare ai seguaci dell’elettronica e della musica ambient.

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