Motorama: Poverty

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Mirabile dictu, il basso di Hooky è arrivato fino in Russia: i Motorama, band di Rostov sul Don, attiva ormai da oltre cinque anni e con due album di tutto rispetto di impronta post-punk, hanno pubblicato da poco Poverty, delizioso disco, ottimamente prodotto, che ha rappresentato una gradevole sorpresa nei primi mesi del 2015. Il quintetto ha assorbito a dovere la lezione post-punk e wave ma ha conferito al genere a noi tanto caro un tocco personale grazie alla presenza di ben due chitarre il cui suono associato conferisce alla musica leggerezza e dinamismo, con passaggi molto piacevoli. Apre “Corona”, forte di quella combinazione che è un po’ il marchio di fabbrica della band, cioè basso e chitarra abbinati a creare una melodia scorrevole e dal ritmo vivace. Segue “Dispersed Energy” che si cimenta con suoni più decisi, fin dall’esordio di basso e la ritmica pulsante: qui tuttavia l’elemento più interessante sono le tastiere con tonalità fredde ma vagamente ‘arcaiche’, davvero molto efficaci; anche “Red Drop” appare palesemente legata a sonorità post-punk del passato, con un’atmosfera malinconica ma accattivante ed argentine note di chitarra. La successiva “Heavy Wave” traccia delicati arabeschi dal synth, consegnando passaggi di leggerezza aerea e dai colori comunque intimisti, mentre “Impratical Advice” va nuovamente di basso, posto al centro della gradevole armonia creata da chitarra e tastiera. A questo punto vanno menzionate anche “Lottery”, il cui ritmo più sostenuto sembra rimandare ancora una volta a noti scenari del passato, fra Joy Division e Johnny Marr, e la vivace e ‘nervosa’ “Old” in cui emerge il bel cantato di Vladislav Parshin che qui e in qualche altro momento ricorda per certi aspetti lo stile di Bertrand Cantat. Così, dopo la più cupa ed introspettiva “Similar Way”, “Write to Me” chiude splendidamente le danze, regalandoci un arrangiamento elettronico davvero originale per quanto lineare, completato da un ritmo incalzante: uno degli episodi migliori che ci indurrà a non perdere d’occhio una band che merita di essere conosciuta meglio.

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