Compilation: W A V E C O R E 4

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Premetto che accolgo con simpatia questo progetto, in quanto le compilation sono state per decenni il modo migliore per far conoscere dei gruppi nuovi, mentre ora sono sempre più rare e per la maggior parte solo in digital download, quindi il mio plauso va a quest’etichetta francese che ha ancora il coraggio di stamparle su cd e di averle fatte divenire un appuntamento semestrale.

La compilation contiene venti pezzi ed è aperta dagli Shuvuuia con  “Products and Fantasy”, uno pezzo di elettronica strumentale d’atmofera cinematica. I Taura Carlice propongono “Inner Outer State Machine” un altro strumentale, decisamente più ballabile. Segue lo splendido inedito “Anemone” delle nostre Winter Severity Index, uno dei migliori gruppi della scena italiana attuale; è un pezzo tormentato e oscuro come la linea ritmica, sulla quale si inseriscono gli arpeggi della chitarra che sembrano descrivere ogni singolo dettaglio delle emozioni, raccontate dalla calda voce di Simona Ferrucci.

I  Bad News From Cosmos con “Not to wake up” presentano un pezzo di elettronica piuttosto minimale, accompagnato da una voce femminile che gli effetti rendono remota. I Liquid Skulls sono presenti con “CHLV8”, anch’esso etereo e con una voce femminile resa lontana dall’eco, ma questa volta suonato anche con strumenti a corda ed una batteria elettronica. I Princesses con “Losers” sono tra le scoperte per cui vale la pena di ascoltare le compilation: è una ballata dolcemente malinconica, con delle chitarre discrete, una via di mezzo tra Smiths e Sad Lovers & Giants. Con “Twist Pain” dei Glue//Niverse si torna all’elettronica, quella che strizza l’occhio ai dancefloor. I Verpackt con “Gutted” propongono una musica elettronica e malinconica, con una voce femminile alta, quasi in falsetto. Gli Oat Oaks suonano “I am super flexible but ok” un pezzo elettronico che forse avrebbe bisogno di qualche arrangiamento in più per risultare meno monotono, discorso che vale anche per “Benedikt XVI” dei Post California. Per fortuna il ritmo viene accellerato dai Lust Era con “Shoot & Ladders”, un buon brano post punk old school. Anche gli Austale con Naves hanno dei chiari riferimenti agli anni ’80, questa volta con un pezzo wave nervoso e vivace.

Con “Spiraling down” dei Gross Net si torna invece all’elettronica, con un pezzo che vorrebbe essere ritmato, ma a volte appare quasi come delle sonorità di bambini che schiacciano sempre gli stessi tasti di un sequencer. Per fortuna gli H ø R D con “Heart Part III” ci ricordano che i sintetizzatori possono essere utilizzati per descrivere e far provare emozioni, creare atmosfere suggestive, capaci di trasportare per la durata di un pezzo la mente di chi ascolta altrove, in un mondo pieno di sensazioni, sentimenti, reverie. Gli Habyss con “Kiss Corrupt” propongono un un pezzo sperimentale, con sonorità che a volte sembrano provenire da una sala prove e sezioni ritmiche marziali. Gli Shad Shadows con Feathers suonano un altro pezzo dancefloor oriented, ma con dei bei tappeti sonori, ed un atmosfera spettrale, che ha il suo fascino.

Gli Heather Celeste con Mode propongono un’elettronica morbosa, dove la ripetitività non sembra frutto di scarsa creatività, ma usata consapevolmente per creare un’atmofera ossessiva, meccanica. I Dully, con “n°2” presentano un altro brano ripetitivo, e questa volta la domanda se è o meno fatto apposta trova una risposta incerta. I Crystal Coast con DSTNT” presentano un pezzo di downtempo elettronico, con un interessante utilizzo della voce. I Tansisius chiudono la compilation con “Computer Screen” una composizione in stile Kraftwerkiano, e con sonorità fredde tipiche dei primi sintetizzatori.

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