The Soft Moon con Go!Zilla e Squadra Omega – Chiusi (SI)

0
Condividi:

Foto di Luca Agente Morgeo

Sabato 11 luglio il concerto di The Soft Moon a Chiusi (SI) ha concluso degnamente una settimana destinata ad essere una delle più emozionanti ed intense dell’estate che stiamo vivendo. Dopo la serata degli Einstürzende Neubauten a Firenze, anche il progetto di Luis Vasquez ha fatto tappa in Toscana ed ha riservato ai suoi fan – fra i quali ci annoveriamo ormai da tempo – una splendida esibizione ed alcuni momenti davvero suggestivi, confermando le belle impressioni suscitate dall’ultimo album Deeper, di certo uno delle uscite capolavoro di quest’anno.

A Chiusi, The Soft Moon ha terminato le due serate del Lars Rock Fest, piccola ma densa rassegna arrivata ormai alla quarta edizione che, grazie alla proposta intelligente e tutt’altro che banale si è guadagnata un certo seguito anche oltre il pubblico locale. Del resto, insieme agli appuntamenti musicali, l’iniziativa ha offerto una serie di altri eventi che hanno riguardato la letteratura, le arti visive e perfino l’aspetto gastronomico: la risposta della gente c’è stata e così, giungendo a destinazione la sera del sabato, abbiamo avuto la sensazione di visitare una sorta di grande fiera a cui i numerosi presenti assicuravano una calorosa partecipazione e la cui organizzazione ha funzionato in effetti molto bene. Il nucleo del ‘movimento’ era la piazza XXVI Giugno, situata a Chiusi Scalo e non nell’area della città vecchia, di certo più interessante dal punto di vista artistico ma probabilmente inadatta ad ospitare eventi così affollati.

Luis Vasquez sembra del resto preferire questi contesti variegati, dal momento che il precedente ‘incontro’ con lui aveva avuto luogo in quel di Castellina Marittima per il Musica W Festival 2013. Come allora, anche stavolta lo show di The Soft Moon è stato preceduto da due band italiane dedite ad un genere completamente differente dal suo: Squadra Omega e Go!Zilla, infatti, sono assai più vicine alla psichedelia che non al sound oscuro praticato dal nostro e preferito da Ver Sacrum; così, per quanto ci riguarda, i gruppi di supporto hanno dovuto accontentarsi di un orecchio distratto ed impaziente e di un pubblico comunque più limitato rispetto agli headliner che, come è d’uso in queste occasioni, hanno potuto iniziare solo a mezzanotte passata.

Parlando di Deeper, a suo tempo, avevamo sottolineato quanto, rispetto ai lavori precedenti di Vasquez, il disco dimostrasse maturità, voglia di uscire dagli schemi e  di esprimersi più liberamente, pur rimanendo fedele all’ispirazione ‘oscura’ che è la caratteristica della sua musica. Ebbene, questa evoluzione è, a mio avviso, ben visibile anche nel suo modo di proporsi dal vivo e ho potuto verificarlo proprio perché ricordo bene il concerto del 2013 in provincia di Pisa. Sul palco stavolta, insieme al musicista, due italiani, Matteo Salviato al basso e Matteo Valicelli alla batteria, come ad attestare un legame con l’Italia che a lui giova e per noi è motivo di orgoglio: Deeper è stato infatti prodotto a Vicenza e lo stesso tour di The Soft Moon ha toccato varie località italiane.  Per l’esibizione live, Vasquez ha scelto, come era da immaginare, i brani più ‘tirati’ e più adatti a stimolare la reazione del pubblico per cui sono rimasti esclusi dalla selezione i pezzi introspettivi che rappresentano, a mio avviso, l’aspetto più sorprendente di Deeper come per esempio la bellissima “Without”; tuttavia i tre hanno saputo imporsi sul pubblico coinvolgendolo rapidamente nelle loro atmosfere fumose e nella veemenza dei loro suoni, offrendo davvero il massimo. Più comunicativo dell’altra volta Luis Vasquez, bottiglietta di birra a portata di mano e saluti in italiano per accattivarsi la simpatia dei presenti, ha dato prova di una grande personalità e di un carisma travolgente: energia inarrestabile, voce straordinaria e capacità di colmare lo spazio di visioni forti e indescrivibile pathos hanno caratterizzato la sua prestazione e mentre la sua chitarra ‘lacerava’ l’ambiente con suoni duri e sofferti, fra il pubblico c’era chi si scatenava, completamente conquistato, e chi invece non riusciva a fare altro che fissare la scena a bocca aperta. Dall’”Intro” seguita da “Black”, “Far”, “Wrong” o la bellissima “Try” i brani di Deeper si sono susseguiti in un parossismo di eccitazione febbrile, ma sono stati proposti anche pezzi di  Zeros come la splendida “Insides” o “Die Life”, e “Sewer Sickness” dal primo disco, ad esprimere  impeto e rabbia, dolore e potenza, tutto con quello stile inimitabile che sta ormai facendo di The Soft Moon un riferimento importante per un genere di musica cui il progetto ha dato vigore e nuova linfa. Nel muoversi fra chitarra, tastiera e ‘oggetti’ da percuotere, Vasquez ha dominato la situazione tutto il tempo con una sicurezza invidiabile, tenendo l’uditorio praticamente in pugno e, concessi i richiesti bis, si è allontanato dopo un’oretta circa di concerto – la brevità sembra essere rimasta una delle sue prerogative – con molti ringraziamenti in italiano, lasciando i fans felici per la bella serata ma con una punta di rimpianto.

Foto di Luca Agente Morgeo

Condividi:

Lascia un commento

*