Akrabu: Ziggurat ascension

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Affonda le sue radici nell’humus del metal estremo, questo progetto portato avanti singolarmente da Scorpios Androctonus, personaggio di cui ho cercato di ricostruire un minimo la storia: precedentemente membro di band black metal sia in Grecia (Acherontas) sia nella zona di San Diego (Crimson Moon), attualmente, da quello che sono riuscito a capire, si sarebbe spostato in Germania. Non bisogna però farsi trarre in inganno da questa premessa, perché in questo lavoro (e negli altri del progetto, che personalmente non conosco) non ci sono voci in screaming, chitarre elettriche distorte e batterie in costante “blast beat”: al contrario, si tratta di musica totalmente acustica, suppongo rilavorata successivamente in fase di arrangiamento. L’autore, come si può immaginare dal titolo, sembra essere interessato al misticismo delle culture mesopotamiche, in particolare quella sumera, perciò nel suono si possono sentire influenze mediorientali e l’impressione è quella di trovarsi davanti a una forma musicale rituale, caratterizzata dalla presenza di strumenti a corda (sicuramente chitarra acustica ma direi anche un buzuki) numerose percussioni (dai piccoli tamburi etnici ai timpani) e da una voce salmodiante e profonda. L’effetto è decisamente interessante e può sicuramente interessare gli appassionati del folk rituale di matrice orientale; a tratti si ha l’impressione che la registrazione non sia esattamente ottimale (sono frequenti i fruscii e i brani talvolta finiscono in modo un po’ improvviso, senza una chiusura organica), ma la cosa non sembra inficiare in maniera vistosa il risultato che, pur non essendo esattamente rivoluzionario o profondamente innovativo, e pur risultando a tratti un po’ monotono merita a mio giudizio un ascolto.

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