Har Belex: Chandelle

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Provengono curiosamente dall’EBM Manix Salazar e Salva Mainé, gli Har Belex. L’altro aspetto curioso, poi, è che, pur essendo spagnoli, i due hanno pubblicato – già da alcuni mesi, in verità – un album di puro e autentico dark folk dalle atmosfere cupe e nordiche, tali da competere con i gruppi tedeschi della tradizione. Chandelle è un disco poetico, con magici arrangiamenti acustici, ‘conditi’ qua e là da mirabili archi, e con testi emotivi in cui i nostri alternano inglese, spagnolo e tedesco: stupefacente per la sua forza anche la parte vocale a cura di Salva Mainé, al quale si devono momenti densamente malinconici ma in grado di catturare al primo ascolto. Apre “A Ray of Moon”: struttura consistente, con una bella chitarra acustica e la partecipazione di David Sagastume al violoncello, un esordio di tutto rispetto; subito dopo, “Annual” ci propone un testo in spagnolo ricco di pathos – ad evocare la sofferenza di un soldato ed i mali della guerra – abbinato ad un delicato arrangiamento di archi, mentre “Der Akerbeltz” ci regala un esemplare piacevole di classica ‘Folk-Ballade’. Dopo l’orecchiabile “Madmen in Wasteland”, abbiamo uno dei pezzi più belli e suggestivi, “Pathways”, nel quale si parla dei legami far l’uomo e la natura in una cornice di dolce malinconia; lo stesso mood si ritrova nella successiva “Basoan”, cantata in basco, che, fra arpeggi cristallini e voce profonda, offre momenti di vera poesia. Ma non manca un fresco ‘bozzetto’ in stile ‘campagnolo’ con tanto di campane all’inizio come “Springtime”, anche se i punti di forza restano, a mio avviso, quei brani tristi e introspettivi, eseguiti con la chitarra acustica, ravvivata magari da qualche dettaglio intrigante, come la fisarmonica in “Edificios Anónimos”, uno degli episodi più ricchi di poesia. Da menzionare infine la conclusiva “Gernika”, dall’andamento ‘marziale’ e il clima davvero drammatico: il riferimento è, ovviamente, ad un fatto storico noto a tutti e le brutture della guerra e della morte si rispecchiano nelle sonorità pesanti ed oscure. Chandelle si rivela dunque un lavoro interessante e ricco di suggestioni, senz’altro degno di ogni attenzione.

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