Charnier: Poison 3 EP

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Dalla Svizzera arriva questo collectors items, che non può fare a meno di evocare memorie nostalgiche degli anni ’80, epoca d’oro delle fanzines con allegato sonoro…. In realtà si tratta di una rivista d’arte dove sono riprodotte opere, fotografiche e grafiche, rigorosamente in bianco e nero, una bella selezione con riferimenti alla sub cultura punk e goth.
I belgi Charnier, sui quali si soffermerà la recensione, sembrano gli eredi dei Siglo XX, i loro conterranei dal suono di rimando “joy divisioniano”.
In questo EP sono presenti quattro pezzi, ma il cantante, che non ho esitato a contattare, mi ha parlato di un album in uscita a fine anno, che aspetto impazientemente di ascoltare.
“Weakened Cries”, che apre questo lavoro è un inno in cui una chitarra graffiante lacera il ritmo oscuro del basso, e in cui le tastiere emettono un rumore di sottofondo che sembra voler enfatizzare l’atmosfera angosciata del pezzo. Su tutto questo si inserisce la voce dilatata e con una venatura che la rende remota… il lamento debole di cui parla il titolo, che sembra arrivare direttamente dall’anima.
A rendere ancora più evidenti i gruppi di riferimento ci pensa “Can’t you remember”, con una tastiera che sembra la versione minimal di “She’s Lost Control” ed un refrain che rimanda pesantemente à “The Art of War” dei già citati Siglo XX: riesce ad avere un impatto emotivo uguale a quello di questi citati pezzi storici, forse anche grazie alla voce potente ed enfatica del cantante.
Segue il loro piccolo capolavoro “Shoot me”, un pezzo trasmesso da diverse radio della scena da quando è stato condiviso su Soundcloud quasi un anno fa. Un pezzo che ha tutte le caratteristiche per diventare un classico della new wave: suoni nervosi, angosciati, canto tormentato e quasi a tratti gridato, tastiere leggere nel miglior stile prima wave, un ritmo nervosamente veloce… La classica canzone che, una volta ascoltata, riecheggia in testa per molto tempo.
Segue “Another Floor” versione live, che dà l’opportunità di saggiare anche le performance dal vivo della band… Qui si mettono in evidenza le tastiere, con i loro crescendo che si interrompono bruscamente, come il prendere fiato durante una corsa per non morire: la chitarra contamina ancora tutto con i suoi graffi pieni di tensione, il basso sostiene il ritmo sincopato e il canto a volte diventa un urlo…..come quello on stage di Ian Curtis o di Adrian Borland.
In conclusione un oggetto in sole sessanta copie che, se i Charnier arriveranno dove meritano, potrebbe diventare per i nostri tempi il corrispettivo delle uscite della Sordide Sentimental degli anni ’80.

Per informazioni: https://www.facebook.com/EditionLuciver - https://soundcloud.com/charnier-gdr/
Web: https://www.facebook.com/CHR.GDR
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