Leaves’ Eyes: King of kings

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E così la strana unione (beh, neanche troppo) tra Liv Kristine Espenaes e gli Atrocity giunge al passo del sesto albo. Un bel traguardo, considerando che ognuno dei lavori pubblicati fino ad oggi è caratterizzato da una elevata qualità, regolarità che non trova molti pari. L’offerta del combo fronteggiato da Alexander Krull e graziosa consorte si mantiene rigorosamente su coordinate note e sperimentate, ma i risultati danno ragione alla coppia. Symphonic metal inteso come combinazione fra parti classiche (“Sacred vow”), intermezzi folkeggianti, arie celtiche, impeti epicheggianti, porzioni pomp ed altre più immediate che si alternano anche nel breve volgere di una canzone; una sintesi di quanto il metal ha prodotto negli ultimi trenta/trentacinque anni, senza che una componente prevarichi sulle altre, e senza adoprar il bilancino del farmacista per dosare gli elementi. E sopra tutto, una interprete di primo piano come la Espenaes, matura ed autorevole titolare di un ruolo essenziale nell’economia sonora dei LE. “Haraldskvaedi” è paradigma perfetto del livello che il combo dei Krull può raggiungere senza soffrir affanni: traccia accattivante, lenta marcia accompagnata dal rullo dei tamburi, colla nebbia che sale dai fiordi ad avvolgere le spoglie abitazioni del villaggio, dal quale sono pronti a partire gli uomini in armi. Destinazione ignota, ma questi coraggiosi sanno sfidare il Fato. E’ l’assalto di “Blazing waters”, è il canto di guerra che sale al cielo purpureo. In “Edge of steel” è Simone Simons degli Epica ad accompagnare la brava Liv, mentre “The waking eye” è gothic-metal song finissima, tra melodie accattivanti, interpretazione maiuscola della leggiadra singer ed un gruppo che evidenzia uno stato di grazia invidiabile. La giga “Swords in rock” chiude King of kings, musicando la festa che accoglie i ferrigni Eroi: si scordano gli affanni e si balla intorno ai falò. Disco piacevole che non rappresenta certo la svolta definitiva che il female-fronted-goth-metal attende per ricuperare vitalità, ma ineccepibile in quanto a sostanza ed interpretazione. Nel suo genere, uno dei must dell’anno corrente (per die-hard fan dei Krull disponibile pure in lussuosa edizione limitata in digipack, con sedici tracce fra bonus ed immancabili alternate versions).

Per informazioni: http://www.afm-records.de
Web: http://www.leaveseyes.de
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