Coil: Backwards

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Esce finalmente, grazie alla Cold Spring, il disco perduto dei grandissimi Coil ovvero il mitico Backwards. Backwards era circolato in passato solo su cassetta in edizione limitata mentre un 12” intitolato New Backwards (2008) presentava dei remixes e dei rifacimenti delle tracce originali. Backwards è un documento molto importante per capire l’evoluzione del suono Coil: in pratica è l’anello mancante fra Love’s Secret Domain e il capolavoro Musick To Play In The Dark. I Coil all’epoca stavano esplorando, da provetti artigiani e manipolatori del suono, le infinite possibilità della musica elettronica come si può ascoltare appunto in Love’s Secret Domain. Questo era in realtà un disco di musica house – pesantemente influenzato dall’uso di sostanza psicoattive – che strizzava l’occhio ai dancefloor: conteneva però anche geniali intuizioni come il brano dedicato al sommo inventore di miti e citaredo Cosmico H.P. Lovecraft ovvero “Titan Arch” e il collage sperimentale e avanguardistico di “Chaostrophy”. Successivamente l’evoluzione delle loro prospettive si amplierà fino a toccare la Musica Cosmica dei Tangerine Dream e dei Cluster di cui daranno una loro interpretazione come si può ascoltare nel citato Musick To Play In The Dark vol 1,2 e in Astral Disaster”. Backwards coglie il gruppo di John Balance e Peter Christopherson in un momento cruciale quando stava affinando il proprio linguaggio sperimentale. E’ un disco scarno, per certi versi grezzo ma ricco di grande energia e idee.

Dopo una breve intro è la volta della title-track, ritmica e impetuosa. La successiva “Amber Rain” è un brano che compariva in The Ape Of Naples, minimale e sottilmente inquietante. In “Fire Of The Green Dragon” sono ancora protagonisti i ritmi elettronici a testimoniare la vicinanza con L.S.D.. “Be Careful What You Wish For” e “Nature Is a Language – The Test” proseguono con furore primitivo questa danza esoterica alla ricerca della propria natura primordiale. “Heaven’s Blade” – anche questa presente in The Ape Of Naples, è liquida e frenetica mentre “Copacaballa” è oscura nel suo incedere sinuoso e circolare. “Paint Me As A Dead Soul” è invece pacata: la voce di Balance declama assorta come un antico aedo: le ambientazioni mi hanno ricordato il classico Horse Rotorvator”. “Ayor (It’s In My Blood)” è un altro brano già conosciuto qui presentato in salsa danzereccia. La vera chicca di questo disco è la versione originale di “A Cold Cell”: amo questa canzone dei Coil il cui ascolto riesce sempre a commuovermi. La chiusura è affidata ad un altro classico come “Fire Of The Mind”  che qui risplende nella sua aura primigenia. L’album contiene registrazioni completate negli studi di Trent Reznor. Backwards è un disco imperdibile per tutti gli amanti dei Coil e una testimonianza di grande valore di un gruppo fondamentale. What Kind Of Animal Are You?

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