This Grey City: II

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This Grey City è un altro progetto francese scaturito dal revival anni ’80: Paul Fiction, Yannick Rault e Olivier Lang hanno ben assimilato la lezione del post-punk e la estrinsecano con diligenza ma anche con molta abilità, regalando atmosfere oscure ed intense alla Bauhaus – benchè il moniker si ispiri, come essi stesso hanno spiegato, al brano “This Green City” dei gloriosi Glove! –  che fanno piacere nonostante vi si senta, talvolta, la mancanza di un filo di creatività ed indipendenza in più. “II”, che si distacca di un anno circa dal precedente This Grey City, contiene undici tracce di valore discontinuo – ma alcune sono decisamente belle! – con presenza significativa del basso ed un’impostazione elettronica tesa palesemente ad adattare le forme ’80 al gusto di oggi. Prendiamo per esempio l’opener “Birds”: il tradizionale scenario cupo del post-punk si respira fin dai primissimi suoni e dalla particolare tonalità della chitarra, mentre il vocalist Olivier in effetti sorprende per lo stile davvero simile a quello di Peter Murphy, tanto che in certi passaggi sembra proprio lui! Intense e tristissime note di chitarra e basso aprono poi la successiva “When I Was Alive” che si percepisce assai legata alle sonorità dei Cure mentre “Flow” si riaccosta alle formule dei Bauhaus, la fedeltà ai quali perdura in seguito, per esempio in “Glass Delusion” o “Thirteen”  dove però ha un grosso ruolo anche la parte ‘sintetica’. Il disco prosegue in questo tenore fino al termine, regalando tuttavia, grazie alla chitarra ed alla tastiera, momenti brillanti e fantasiosi in “Voices of Apollo” ed un finale di tutto rilievo come “The Lovers”, teso ma dalle tinte molto oscure, che ci rassicura circa la direzione presa dai This Grey City: è sicuramente quella giusta e quando i nostri avranno individuato un proprio linguaggio i risultati si noteranno.

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