Christian Death: The Root Of All Evilution

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Dopo ben otto anni dall’altalenante “American Inquisition”, è finalmente possibile ordinare, per chi non avesse già “approfittato” dell’opportunità offerta dai Christian Death tramite il portale Pledge Music, il nuovo album della band statunitense: The Root Of All Evilution. Questa modalità infatti permetteva di seguire l’iter di formazione del disco dall’inizio alla fine, semplicemente… finanziandolo! Su Pledge Music infatti era possibile prenotare il cd e avere accesso al pass per seguire Valor & Co. durante le sessioni, ma non solo. Per cifre tutt’altro che ragionevoli, era possibile anche chiamare Valor per farsi battezzare il figlioletto, chiedere a Maitri di presenziare ad una cena a due con post “spettacolo” o… chiamare i Christian Death come headliner niente meno che al proprio funerale.
Lasciando perdere questi -discutibili- aspetti che fanno da sempre parte del folklore made in Valor, mi sono ritrovato con sorpresa e piacere di fronte a dieci canzoni di puro death rock, stile Christian Death formato Valor.
Che il sig. Kand, quando è ispirato, sia in grado di scrivere buona musica, è un dato di fatto. Alla faccia anche dei detrattori che non gli hanno mai riconosciuto nulla per via del discorso “Rozz W.”.
Canzoni come “In The Garden Of Evilution”, degna apertura del disco, “Tar Black Liquid” e “Fema Coffin”, cantate da Valor assieme a Maitri, sono rese pregevoli dagli inserti di violino e da un uso misurato dell’elettronica -tranne che in “Fema Coffin”- che si inseriscono a meraviglia sull’ottimo basso e sui giri chitarristici di Valor.
Il breve, diretto, rapido e frontale attacco death rock di “Illuminazi”, a metà disco, introduce la seconda parte dell’opera che si caratterizza per un impiego più consistente di Maitri alla voce. Sono tre le canzoni nelle quali canta da sola. Le prime due, “Forgiven” e “Deliver Us” si distinguono per un più marcato utilizzo dell’elettronica rispetto al resto del disco, con risultati nettamente migliori per quanto riguarda la prima canzone, anche se in “Deliver Us” fa capolino il suono di un’armonica, che la rende molto particolare.
Purtroppo alla traccia otto “Penitence Forevermore”, bellissima ballata, l’arrangiamento di Valor ed il suo cantato vengono disturbati dai vocalizzi di Maitri, penalizzando la resa della canzone stessa.
Da segnalare anche il bell’assolo di chitarra di Valor nella conclusiva e melodica “Secrets Down Below”, terza traccia cantata da Maitri.
In definitiva TROAE  può sicuramente essere considerato uno dei migliori lavori dei Christian Death degli ultimi 15 anni. Naturalmente è un disco solo per chi non detesta Valor, per il semplice fatto che non sia Rozz W., e vi assicuro che questa volta è sicuramente un peccato non dargli una chance.
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