Der Himmel Uber Berlin: Emesys

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Mi sono sempre piaciuti gli eppì: L’avvento del digitale ha portato alla dilatazione delle tracklist oltre ogni immaginazione, sopra tutto se rapportiamo le loro sovente elefantiache dimensioni all’epoca del vinile, quando nove/dieci canzoni costituivano già un limite oltre al quale non si doveva andare. Ultimamente i formati più ridotti stanno riacquistando nuovo spazio, ed è un bene; nel caso che stiamo trattando, Emesys mette in fila cinque brani ove la tensione non cala mai, aperti dalla introversa ed oscura “The chosen ones” e caratterizzati dalle chitarre impetuose di “Kafka Motel” e di “Poison on your tongue”, episodi tratteggiati da una sezione ritmica perfetta. I Mephisto Walz più spigolosi fanno capolino in “Dead cities”, accompagnandoci al gran finale affidato ai turbinii strumentali della serrata “My rubber queen”, manifesto del gothic britannico interpretato da un gruppo italiano, ma non v’è proprio nulla di che meravigliarsi. Già finito? Sì, ma il tasto play servirà a qualcosa, no? Cos’è Emesys? Un capitolo interlocutorio? Ovvero esprime l’urgenza di dar voce alle proprie creazioni senza lasciare che troppo tempo scorra via? Tanti sono i compiti ai quali un EP assolve, si potrebbe approfondire, certo è che Emesys ci consegna un insieme solido che sta pian piano acquisendo sempre maggiore sicurezza e coscienza dei propri mezzi. Ed è già un ottimo risultato.

PS: DHuB si esibiscono sovente live, dimensione che è propria di questo quartetto, spero di fornirvi presto un dettagliato resoconto d’una loro esibizione.

Per informazioni: http://www.facebook.com/derhimmelband
Web: http://www.cold-insanity-music.de
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