Hiroshima Mon Amour: Ogni singolo movimento 2004 2014

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Dopo la recente pubblicazione del positivo “Australasia”, recensito su queste stesse pagine, l’annuncio d’una nuova uscita a nome HMA mi ha piacevolmente sorpreso, considerato il rispetto che provo nei confronti del gruppo fondato da Carlo Furii (unico responsabile di musica e liriche, escludendo “La casa” che divide con Antonio Campanella) venti anni or sono. Ogni singolo movimento è una raccolta che compila un decennio di storia dei teramani, sorella dell’omologa “Cambio” del 2004, assemblando i singoli (presumo ormai irreperibili, ben venga allora l’occasione di un pronto recupero) che hanno visto la luce nell’arco temporale che va dal 2004 al 2014, oltre a due tracce tratte dalla compilazione “Danze Moderne vol. 1”, vero e proprio campionario della volonterosa etichetta da anni impegnata nella promozione della via alternativa del rock che si esprime in madrelingua. Una linea evolutiva che parte da “4” del 2004, prosegue con “Es” del 2007, “Non lasciarmi andare” (2010), dal quale è stata espunta la versione extended remix della title-track e termina la sua corsa con “Uomo allo specchio” dell’anno scorso (edizione limitata di sole 100 copie che finalmente trova maggiore diffusione, collezionando episodi di rara efficacia quali la stessa “Un uomo…”, inserita poi nella scaletta di “Australasia”, la biografica “Antitesi”, “Australia” ed il crescento emozionale della strumentale “Illumina”). New wave cristallina quella proposta da un complesso che rifiuta l’omologazione a canoni più commerciali, preferendo piuttosto rielaborare quelli propri della tradizione instaurata nel passato dai primi Litfiba e Diaframma, ma anche CCCP, forte di una capacità espressiva che trova pochi eguali (l’uso dell’italiano può mettere altrimenti a nudo le falle compositive, non nel caso degli HMA, che in esso trovano un validissimo supporto per amplificare liriche intelligenti ed acute, si ascoltino “Begliocchi” e “Fiore sulla roccia”). Dinanzi alla bellezza cristallina di “Es”, l’irruenza di “L’insetto”, la forza di “Marta di giorno/Marta di notte” non si può non convenire che il gruppo meriterebbe ben altra esposizione, sopra tutto considerando lo stato desolante nel quale versa l’italica scena musicale. Paga un prezzo altissimo, e non è l’unico, alla coerenza ed all’integrità delle quali ha fatto bandiera, e per questo va sostenuto senza esitare. Quattro lustri sono trascorsi, sono mutati gli uomini, ma l’entusiasmo è rimasto lo stesso degli esordi, come la sobrietà che costituisce un altro dei tratti essenziali del carattere indomito degli Hiroshima Mon Amour, lucidamente determinati a mettersi in gioco, osare strade nuove (gli umori di “In un istante” e di “Gemelli A” che evocano un’America notturna e cogitabonda), ovvero ripercorrere altre già tracciate, sempre e comunque coll’intento nobilissimo di elaborare intuizioni ed urgenze. Pochi colori spiccano nel prevalere di bianco e di nero, ma la tavolozza è ricca di sfumature che esprimono un sentimento genuino d’amore nei confronti delle proprie creazioni. Corredano il booklet le copertine degli eppì dai quali i brani sono estratti.

Per informazioni: http://www.facebook.com/Hiroshima-Mon-Amour
Email: info@danzemoderne.it
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