Killing Joke: Pylon

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Terzo ed ultimo atto della trilogia iniziata con Absolute Dissent e proseguita con MMXII, Pylon si presenta con dieci schegge impazzite pronte a deliziare i fan di vecchia data ma non solo: l’album alla fine di ottobre infatti era al primo posto della Rock Chart inglese.
A differenza dei due album precedenti, che di certo non brillavano per l’originalità delle soluzioni proposte, questa volta siamo di fronte ad un buon album in cui convivono sia la matrice più wave, che da sempre ha contraddistinto i nostri, con l’anima più “metal” degli ultimi lavori.
I due aspetti della creatura di J. Coleman & Co. in questo nuovo episodio discografico si amalgamano alla perfezione rendendo l’ascolto variegato, coinvolgente e piacevole, anche a cospetto della presenza di brani abbastanza lunghi.
I riff di chitarra possenti di “Autonomous Zone”, il ritornello aggressivo di “New Jerusalem” confermano quanto ci era stato anticipato dal primo singolo diffuso dalla band, ovvero la bella “I Am The Virus” che si contraddistingue per il cantato growl del ritornello.
Il secondo singolo “Euphoria” riporta alla mente le migliori cose fatte dai Killing Joke negli anni 80, con un’accattivante melodia sorretta da un ritmo veloce e da un pregevole basso pulsante che domina tutta la traccia.
La fusione tra passato e presente è perfettamente riuscita nel brano numero 6: “War On Freedom”.  Le chitarre wave unite a riff più corposi generano un’atmosfera molto accattivante tipica di quei brani destinati a diventare dei classici.
Ma è con la successiva “Big Buzz” che i Killing Joke delizieranno soprattutto i fan di vecchia data: appena partono le prime note non si può che rimanere incantati dalla melodia e dal meraviglioso cantanto malinconico di Coleman, che riporta alla mente quella perla che fu “Love Like Blood”.
Si chiude in grande stile con “Into The Unknown”, canzone energica e dal grande impatto emotivo.
L’album è disponibile anche in versione doppio cd con ben cinque bonus track, piacevoli ma nulla più. Ottima scelta quella di pubblicarle separate per preservare l’omogeneità del disco.
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