Schonwald: Between Parallel Lights

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Gli Schonwald sono chiaramente in uno stato di grazia: non si era ancora spenta l’eco degli elogi al loro secondo lavoro, Dream for the Fall, ed ecco il terzo full length, Between Parallel Lights, sta già raccogliendo analoghi consensi. L’album, uscito per le label Manic Depression e Anywave, contiene dieci tracce darkwave/shoegaze che non solo non deluderanno i fans ma hanno tutti i numeri per destare l’attenzione anche fuori dal nostro paese. La formula scelta dal duo resta invariata: atmosfere livide, cieli cinerei tipicamente nordici per quanto le sonorità virino ora verso ‘lidi’ più corposi e meno sfumati. Si comincia con “Inland”, pezzo che conquista immediatamente con il suo vivace ritmo ‘stroboscopico’ felicemente armonizzato con la suadente parte vocale. Poi “Shatter” propone una melodia accattivante e passaggi ‘luminosi’ alla chitarra che aprono a forme più liriche e sognanti mentre “Directions” opta per suoni shoegaze modernamente rielaborati e abbinati al canto morbido ma ricco di echi misteriosi di Alessandra Gismondi; non si cambia orientamento nemmeno in “Lux”, contraddistinta dalle originali note ‘dissonanti’ che iniziano il brano e ricorrono anche più in là. Dopo il paesaggio wave dalle tinte fosche di “Victory”, in cui la chitarra diviene più tirata e ‘tagliente’, “Xenos” sorprende con la sua ritmica nuovamente energica in attraente contrasto con la bella voce vagamente trasognata e, da questo punto in poi, troviamo quelle che, a mio avviso, sono le tracce migliori del disco: “Venice” non può non colpire per la chitarra davvero brillante e lo stesso valga per “Fury”, in cui lo stesso strumento sembra ‘dilagare’ libero sul ‘tessuto’ sintetico, sul cupo basso e il ritmo ‘impaziente’; “Silver Veins” e “Wall”, infine, rappresentano i due momenti più elettronici, anche se i suoni rimangono consistenti – nella seconda, la chitarra è sempre una presenza decisiva quanto affascinante – e mentre nella prima emerge il carattere freddo e distante del canto, “Wall” dimostra che i due sanno fare anche cose strumentali di buon livello. Il futuro degli Schonwald appare dunque radioso.

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