DESIGN: Daytime Sleepwalkers

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Secondo full lenght per i marchigiani  Design -dopo “Technicolor Noise” del 2012- “Daytime Sleepwalkers” è composto da 12 brani che miscelano sapientemente darkwave, new wave è una certa “irruenza” rock. Daniele Strappato -voce-, Sara Tringali -basso-, Nicola Cerasa -chitarre e synth- e Roberto Cardinali -batteria e drum machine-, si avvalgono della preziosa collaborazione di Enrico Tiberi dei NREC per la registrazione, il mixaggio e la masterizzazione dell’album. L’apertura è affidata a “Voodoo Doll” che crea un muro sonoro di forte impatto grazie all’intersezione tra beat electro, chitarre e ritornello ossessivo. “My Recurring Nightmare” prosegue sempre con un ritmo electro serrato, impreziosito da chitarra e basso, e nell’economia del disco costituisce il ponte perfetto per la splendida “Daytime Spleepwalkers”, dove l’aggressività più rock della strofa viene spezzata dal ritornello melodico nel quale l’ottima prova vocale di Daniele Strappato è supportata da delicati arpeggi di chitarra. La successiva  “Shy Dancer” vede la collaborazione per la parte vocale femminile di KMfromMYills e si distingue per un tono leggermente più rilassato rispetto alle tracce che lo precedono. La conclusione della prima parte del disco è affidata alla darkwave di “Vampire On The Beach” dal ritornello accattivante e dall’ottimo utilizzo “wave” del basso, e dalla malinconia irresistibile della più lenta “Maybe” che vede la collaborazione di Alessandro Apolloni nell’arrangiamento e nella scrittura, con tanto di chiusura colorata da archi. Nella seconda parte dell’album si fa apprezzare l’apporto di Tiberi dei NREC nella dance irresistibile in orbita Daft Punk di “So Cruel” con chitarra funky e voce robotica e in “Fish Food”, canzone esemplificativa di quanto i Design sappiano amalgamare bene darkwave e rock. Apprezzabile per quest’ultima l’organetto death rock (ricordate i Ghost Of Lemora?).Una forte impronta darkwave contraddistingue marcatamente questa seconda parte del disco: il suono di chitarra di “Guilty Pleasure”, il basso liquido di “Valium Pillbox”, pezzo più cupo dell’album e la bellissima melodia di “Love =  Fiction” non possono che lasciarci soddisfatti dell’ascolto ed estremamente curiosi per quello che i Design ci possano tenere in serbo per la dimensione live.

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