Drift: Black Devotion

0
Condividi:

Che tutti i componenti dei Phosphor – divisi dopo un breve momento di gloria – avessero talento non lo diciamo solo noi, ma lo dimostrano anche gli interessanti progetti che membri ed ex-membri stanno frattanto portando avanti. Di Hélène De Thoury e del suo Minuit Machine abbiamo largamente detto. Ora tocca alla non meno dotata Nathalie Bruno e alla sua ‘creatura’ Drift che, in questi giorni, pubblica l’EP Black Devotion. Lo stile di Drift non si allontana troppo da quello dei Phosphor: del resto, come si è spesso ripetuto, la produzione in questo campo è copiosissima e diventa difficile trovare un proprio spazio. Le sonorità e le atmosfere di Drift sono comunque meno cupe e il clima di oscurità che caratterizzava, per esempio, l’album Youth and Immortality sembra qui essersi dissipato, a favore di formule più ‘ethereal’ e più vicine ai Cocteau Twins. Ferma restando l’impostazione elettronica, generalmente lineare e garbatamente melodica, i paesaggi di Drift hanno sostanza lieve e colori tenui ma di certo si tratta di musica piacevole da ascoltare. La prima traccia, “Grave”, già dimostra quanto si è osservato e rimangono solo da evidenziare i toni modulati del canto. Lo scenario si fa ancora più luminoso ed etereo nella seguente “Mirage” mentre in “Dreams In Silkscreen” le tinte si fanno più ‘ombreggiate’ e suscitano sottili visioni oniriche. La ricetta non varia fino in fondo: se “Say It Right” propone un arrangiamento un po’ più elaborato, “Hard To Accept” opta nuovamente per sonorità lievi e limpide e infine “Never Let Go”, il brano più grazioso, chiude con scintillanti note elettroniche e soavi toni vocali un disco piccolo ma molto gradevole.

TagsDrift
Condividi:

Lascia un commento

*