“The Visit” di M. Night Shyamalan: i biscotti della nonna…

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Film minimale e a basso budget The Visit è l’opera con cui il regista indiano M. Night Shyamalan torma a cimentarsi con il genere horror che in passato lo aveva reso famoso (The Sixth Sense – Il sesto senso). Premesso che questa nuova pellicola ha pochissimo in comune con il grande successo del 1999, non deve stupire che il regista abbia scelto stavolta di girare con mezzi limitati e nel modo più semplice possibile, rinunciando agli effetti speciali e servendosi degli espedienti più lineari per creare la suspense: dopo il flop di After Earth, impegnarsi in un colossal non sarebbe stato consigliabile. Il plot di The Visit, poi, è scarno ma sottile e sa unire alla tensione tipica dei contesti ‘orrorifici’ l’aspetto psicologico definito dal dramma familiare, cosicché l’interesse non viene mai meno e la partecipazione è assicurata. Il cast, inoltre, pur non comprendendo nomi altisonanti, ha fornito impeccabili prestazioni: soprattutto Deanna Dunagan e Peter McRobbie, nel ruolo degli inquietanti vecchietti della storia, sono stati davvero insuperabili.

Rebecca e Tyler, due fratellini adolescenti, allevati da una mamma amorevole che il marito ha abbandonato quando i figli erano ancora molto piccoli, si recano per una settimana dai nonni materni che non hanno mai conosciuto. La madre, infatti, ha interrotto da tanti anni i rapporti con i genitori che avevano disapprovato le sue scelte sentimentali, ma ora che essi sono anziani, l’hanno ricercata chiedendo di incontrare i nipoti e così questi ultimi, incuriositi, hanno intrapreso il viaggio per visitarli in Pennsylvania, nella casa dove la loro mamma era cresciuta e che essi non avevano mai visto. Inutile dire che la vacanza non si rivelerà rilassante e che gli affettuosi nonni nascondono un oscuro segreto: un film horror dovrà pure ‘alimentarsi’ di qualche torbido retroscena! I due ragazzini si troveranno ad affrontare avventure e pericoli del tutto insospettati, che li metteranno alla prova a vari livelli: impareranno in primo luogo che non conviene fidarsi delle apparenze e che, anche nelle situazioni più ‘normali, può accadere che vi siano inganni in agguato. Le avversità possono inoltre servire a crescere e a diventare più forti: se risulta ben presto chiaro che i nonni stanno vivendo un problema, anche i piccoli Becca e Tyler vengono da un passato di sofferenza e da una condizione di perdita che li ha resi molto vulnerabili; per questo essi vanno in crisi ogni volta che si parli del loro meschino padre che, con loro, ha troncato ogni rapporto.

Shyamalan è bravo a non lasciar intuire fino alla fine il mistero che circonda i due anziani padroni di casa. La vispa nipotina quindicenne che, guarda caso, è un’appassionata di video e viaggia costantemente con una videocamera, vuole girare un documentario sui suoi familiari e, all’inizio, nulla di strano si nota nella solitaria fattoria che, a poco a poco, essa vuole esplorare con il fratello. Buona parte delle sequenze del film appare realizzata dai due ragazzini con i loro rudimentali strumenti e con le incertezze e le imprecisioni che rivelano l’inesperienza dei giovanissimi cineasti: l’astuzia risulta veramente efficace soprattutto nelle scene più convulse, come per esempio quella del gioco a nascondino nel sotterraneo della casa – una delle sequenze più ‘ansiogene’ – in cui i due protagonisti hanno usato telecamere a mano. Ma con il passare dei giorni, allorché si avvicina la data di conclusione della vacanza, emergono inquietanti dettagli che mettono i nipotini sul chi vive, finché non salta fuori la triste verità. Il finale che, forse per il suo scaturire da circostanze reali e non sovrannaturali, ad alcuni è sembrato troppo razionale, cade così inatteso da sorprendere, ma desta in fondo l’impressione di un esito un po’ troppo precipitoso, finalizzato com’è ad un recupero, sia pur minimo, della speranza dopo il dolore: forse l’unica pecca in un lavoro che, nonostante la sua semplicità – o magari proprio per quella – è più convincente di tante megaproduzioni prive di intelligenza.

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