The Whip Hand: Still Life

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E’ uscito in questi giorni il nuovo EP dei pugliesi The Whip Hand, dopo l’ottima accoglienza ricevuta dal debut album Wavefold. La formazione originaria è stata lievemente ritoccata ed oggi troviamo quindi Gianluca Muti alla batteria e Luca Occhionigro alla voce: in particolare quest’ultimo sembra cavarsela davvero egregiamente. La formula da loro scelta, comunque, non si può dire sia cambiata anche se lo scenario appare, per così dire, ammorbidito con l’introduzione di sonorità più ‘liquide’ e meno ‘graffianti, amalgamate mediante densi tappeti ‘sintetici’, mentre il  ritmo resta prevalentemente vivace, dominato da quel basso cupo che è un po’ il marchio di fabbrica della new wave e dei suoi derivati e che i nostri hanno adottato praticamente da sempre. Still Life contiene cinque brani, ognuno con caratteristiche proprie, così che l’ascolto non ha mai momenti ‘morti’. Apre “Dreamless” in perfetto stile wave, riconoscibile fin dalle prime note di basso, anima di una ritmica sostenuta ma non eccessivamente incalzante. “The Lazy Time”, uno degli episodi più belli, sperimenta suoni ‘aerei’ e delicati, con passaggi alla chitarra malinconici ed armoniosi e “Losing Faith” aggiunge a quel mood la suggestione di una parte vocale intimista ed estremamente accattivante. Poi, dopo l’andamento più vivace di “You’re Wrong”, basso al ‘trotto’ ed intensa, ‘pungente’ chitarra delimitano l’ultima traccia, “Song For No One” concludendo un piccolo ma soddisfacente disco.

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