Thelema: 231

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Negli anni della terza ondata dark e gotica, quando molte bands si riformano, forse per nostalgia, forse per sfruttare i fasti della Gloria postuma, ecco il nuovo CD dei nostri Thelema, band di spicco della scena goth nostrana, che, seppur con discontinuità e gli inevitabili cambi di line-up, è sempre rimasta attiva, anche in tempi meno propizi, quindi senza dubbio con ispirazione, motivazione e sincerità. Come sinceri, frutto di passione e studio sono i riferimenti esoterici dei loro testi: per Massimo non sono una moda, ma un percorso iniziatico intrapreso con dedizione e sete di conoscenza. Questo album è composto da dieci pezzi, in sapiente equilibrio tra passato e presente, tra gli echi del punk e riff malinconici che a volte si avvicinano al neofolk.

“Edge of Nothing”, aperta da sussurri astrali, è un pezzo dove sono in evidenza i loro classici riff di chitarra, potenti ed arcani allo stesso tempo e con dei cori contaminati dall’energia del punk. “Waiting for the sun” è più lenta, una ballata intimista piena di slancio: la descrizione dei moti d’animo, l’attesa dell’apertura delle porte sull’infinito, sulla liberazione, sull’elevazione. “Abyss” è piena di energia, di consapevolezza, come un’elegia gotica del nostro lato oscuro. “This cry” è un pezzo pieno di malinconia costruttiva, quella che faceva dire à A. de Saint-Exupéry che per costruire una nave bisogna avere nostalgia del mare: qui immaginiamo delle anime esiliate sulla terra, piene di nostalgia per la libertà e l’assenza di limiti del Piano Astrale. “Punk rocker” è un pezzo nichilista, che sale e scende tra scatti di rabbia e rallentamenti disorientati, sofferenti: un pezzo che ci ricorda che i nostri conoscono molto bene anche le radici punk di una musica che, non a caso, all’inizio era chiamata “post punk”. “Not anymore” è una ballata vicina al neofolk accompagnata da struggenti note di violino, che parla di malessere esistenziale, di come le anime evolute, antiche si sentano alienate, nauseate nel mondo moderno. “Who are you” è piena di energia rabbiosa, come quella dei migliori Killing Joke: la bass-line accompagnata dalla chitarra e dagli altri strumenti, i battiti del cuore che accelera, carico di angoscia e rabbia. “Shine” ha un riff che è un cameo che riprende le venature lisergiche dei Velvet Underground: una canzone d’amore piena di suggestioni oniriche, surreali, perché anche l’amore può essere uno strumento per raggiungere l’elevazione.  La title track “231” ha un’ouverture cinematica con violino e fiati, che lasciano il posto ad una musica oscura, dura, pesante, una ballata con contaminazioni goth e metal. “Time”, il pezzo che chiude l’album, ha una doppia anima: un refrain che è una riflessione sul tempo, su degli accordi neofolk, che, con grande maestria, i nostri riescono a fondere con delle sonorità dure, quasi ai confini del metal; il tutto con degli echi ed un cantato che si avvinano a quello di uno dei loro indimenticati hits: “The book of the law”.

Si tratta di un lavoro vario, sincero, che mostra un’immensa cultura, musicale e non solo, rielaborata con stile personale: l’ennesima conferma di uno dei più importanti gruppi del panorama musicale italiano.

Per informazioni: https://www.facebook.com/THELEMA.the.band/
Web: http://thelemaband.hostami.me/
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