AA.VV.: Where Winter Beats Incessant

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Esce un’interessante compilation della Stramonium dedicata specificatamente alle sonorità dark-ambient, ritual e neo-folk. Il tema del disco, intitolato Where Winter Beats Incessant, è incentrato sulla celebrazione del Solsitizio d’Inverno, un rituale che ha coinvolto numerose popolazioni in tutto il mondo nelle età antiche. Si tratta così di un concept focalizzato sulla Tradizione e che ha visto coinvolti numerosi artisti. La tematica in realtà non è nuova in ambito esoteric-industrial: i grandi Coil hanno hanno celebrato il Solstizio d’Inverno nell’EP Winter Solstice: North” nel 1999 poi edito anche nel monumentale Moon’s Milk. Una delle caratteristiche di questa raccolta è quella di aver riunito artisti di varie nazionalità. La prima traccia è affidata agli spagnoli Sangre De Muerdago, un gruppo che recupera le sue radici galiziane con sonorità folk e celtiche. Fra i gruppi che più mi hanno colpito cito poi i :novemthree: che evocano l’oscura mitologia Norrena attraverso un folk quieto e misticheggiante. Notevoli anche i Nebelung, un progetto neo-folk che si inserisce nel fecondo filone teutonico di gruppi come Orplid, Forseti, Sonne Hagal dediti a quel genere. Davvero ottimi i russi Tamerlan, acustici e panetnici come lo erano certi Popol Vuh. Fra le cose migliori ci sono sicuramente gli italiani Murmur Mori di cui si è già parlato su Ver Sacrum con una traccia in bilico fra trame folk e brume ambientali. Gli Yuguru’s Speech di Marghera sono invece molto oscuri, esoterici e dark-industrial e dimostrano di avere del potenziale. Sul versante più tipicamente ritual e sciamanico si pongono poi i colombiani Emme Ya. Gli Hybrids non hanno bisogno di presentazioni: qui sono presenti in una vena sperimentale. Chiudono i belgi Ashtoreth con una lunga traccia che mischia sonorità meditative rituali, psichedelia e folk: la loro è una delle cose migliori della raccolta. Disponibile su Bandcamp: https://stramonium.bandcamp.com/.

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