Ascetic: Everything Is Becoming

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Il trio australiano Ascetic, ormai stabilitosi a Berlino dopo l’interesse destato dal primo album, Self Initiation, uscito nel 2013, ha recentemente  pubblicato il secondo lavoro, Everything Is Becoming, registrato presso il Vox-Ton Studio nella capitale tedesca. La musica degli Ascetic è una versione del post-punk cupissima e con forte componente elettronica, con la voce di August Skipper dotata di notevole intensità e non priva di qualche ‘ruvidezza’; l’approccio non è dunque banale ed i pezzi non risultano di immediata facilità. La prima traccia, “Utterings” è un confuso ed aggressivo insieme di suoni che accompagna la declamazione in forma drammatica del testo: un inizio perfetto per suscitare curiosità circa gli intenti della band. Subito dopo, “Exegesis” si presenta lugubre e pervasa da un’atmosfera estremamente opprimente: si notino, in particolare, la chitarra cattivissima ed il canto sofferto; poi, la bella “FTO” lascia riconoscere il legame con la tradizione post-punk ed i suoi esempi più impetuosi – per esempio i Killing Joke! – e la chitarra, ancora una volta, appare ‘tagliente’, come accade, del resto anche nella tristissima “FTF”. Da qui in poi gli scenari si presentano davvero catastrofici: sempre post-punk ‘a manetta’ in “Synchron” che propone un ritmo più duro e pulsante e, poco dopo “The Clearing” attacca ‘selvaggiamente’ e prosegue con beats ossessivi, mentre il frontman qui sembra quasi ‘salmodiare’, se i toni non avessero un’impronta alquanto diabolica; il trend è confermato poi anche dall’oscura “Atheism” dalla chitarra convulsa e la ritmica fredda e implacabile. Infine, “History” esordisce con il mesto canto su un sottofondo molto inquietante dal sapore industrial per giungere ad una chiusa solo strumentale decisamente da incubo, concludendo in modo brillante un disco che merita di essere scoperto ed apprezzato.

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