Love in Cage: Mirage Post-Horizon

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Band sorta da alcuni anni a Rouen, bellissima città francese, i Love in Cage hanno pubblicato nel 2015 il loro secondo album. Mirage Post-Horizon si inserisce nella tradizione della cold/dark-wave francese che tanto di bello ci ha dato negli ultimi anni; la proposta musicale di Love in Cage, peraltro, è intelligente e decisamente ‘identificabile’ nella marea della produzione di questo genere, poiché coniuga suoni elettronici consistenti e vagamente ipnotici con atmosfere fredde e melodie piacevoli da ascoltare ma anche adatte al dancefloor. Le ritmiche sono sostenute, solo occasionalmente aggressive, le tinte grigio ‘smog’: otto tracce quasi tutte di buon livello che alternano liriche in inglese ed in francese e potranno così incuriosire i seguaci abituali della dark-wave. Apre “Christopher”, dal nervoso andamento scandito dal basso, in cui il vocalist Isthmaël dà una convincente prova ricca di sensualità. Subito dopo, “Jonctions Télégraphiques” strizza l’occhio all’EBM di cui fornisce una ‘sbarazzina’ ed edulcorata versione francese; “Boy Next Door”, uno degli episodi migliori del lotto, mostra invece il legame con il passato ’80 proponendo cupe e ben cadenzate sonorità ballabili e “Back Rooms” ostenta una chitarra di una certa incisività che ben si abbina con l’impetuosa voce alla ‘Andy Eldritch’. Una delle più sperimentali ed insolite è la seguente “Cut Up”, anch’essa dal sapore electro e dal ritmo corposo – onestamente mi ha un po’ ricordato i DAF! – e poi, dopo la veemenza ‘industriale’ di “Crash” troviamo l’ipnotica “Short Film Camera” ove la chitarra e le voci in interazione – anche la bassista Marielle dà il suo contributo! –  prendono il sopravvento. In ultimo, “Automne Monotone” conclude con tonalità accattivanti e ritmica pulsante un disco piacevole che non merita certo di finire nel mucchio.

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