Klam: The Concrete Vagina + Canciones De Otras Bandas

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Dopo l’ottimo Bleak i Klam – Luca Musetti, Alberto Rindi, Tommaso Salvini e Valerio Stivè – ci regalano una nuova release, stavolta in formato cassetta, che riunisce i loro ultimi due EP: The Concrete Vagina, sul lato A, contiene cinque brani inediti, mentre l’altro è Canciones de otras bandas, con sei cover di pezzi di autori famosi, reinterpretati con sorprendenti risultati  nello stile che da sempre ‘definisce’ i nostri. I quattro sono per altro rimasti fedeli a loro stessi: le atmosfere sono invariabilmente tristi ed introspettive, il basso cupo e la chitarra a tinte shoegaze; la sommessa voce di Tommaso Salvini diviene talvolta un eco remota e il distacco ha sfumature dolorose… la musica dei Klam forse meno ‘spigolosa’ rispetto al primo disco, pare sempre fluttuare in un ‘altrove’ non accessibile e lo spazio che abita certo non conosce sole o colori vivi. Tuttavia vi sono qui passaggi in cui torna marcato il riferimento al postpunk: lo dimostra “People Shooting Heroin”, la prima bellissima traccia, che viaggia sulle note ‘liquide’ di una chitarra ‘wave’ e sulle tonalità vaghe di un canto dove le parole, se esistono, sono talmente ‘trattenute’ da sembrare un unico filo di voce…  si potrebbe riascoltarla venti volte senza stufarsi. Subito dopo, “Concrete Vagina” consolida fin dall’esordio questo forte legame con il postpunk disegnando uno scenario lento e cupamente cadenzato pervaso di un desolato senso di ‘esclusione’ che la tristissima tastiera ‘gotica’ giustamente sottolinea; da qui in poi, però, emerge con chiarezza anche la componente shoegaze e troviamo prima “Klamydia” dove le tinte si ‘alleggeriscono’ diluite in una ‘tessitura’ sognante e “Black Labia Minora”, con la parte elettronica più decisamente presente ed arricchita di insoliti ‘rumorismi’. La conclusiva “Love Your Friend, Die” riprende la formula più caratteristica dei Klam con la chitarra mestamente languida ed una melodia sottile e sfuggente. Ma vogliamo dire due parole anche sul lato con le cover ove si trova, infatti, una selezione davvero eclettica con presenze abbastanza insospettabili: citiamo Bob Dylan, del quale “It Ain’t Me Babe” viene reinterpretata e, sinceramente, non può essere descritta ma soltanto ascoltata, i Ramones con “Today Your Love, Tomorrow The World” che sfido chiunque a riconoscere, come del resto “My Girlfriend’s Dead” dei Vandals, che la cover dei nostri, in verità, nobilita. La cassetta offre così una panoramica ampia della ‘molteplicità’ dei Klam, che vale assolutamente la pena di approfondire e apprezzare.

Per informazioni: https://www.facebook.com/klamtheband
Web: https://klam.bandcamp.com/
TagsKlam
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