Soul Of Enoch: Neo Locus

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Il fertile humus genoano nutre elementi interessantissimi come i presenti Soul Of Enoch, sigla che cela due nomi pesanti come Tony Tears e Krieg, i c.v. dei quali occuperebbero buona parte della presente mia disanima. I due frequentano le lande più oscure e viscose del doom di matrice progressiva, allargando lo spettro sonoro ed aprendolo ad influenze esterne, rendendo così Neo Locus, cinque lunghe litanie per tre quarti d’ora circa di musica, adatto agli appetiti anche di coloro che non vestono le lacere divise della confraternita. Certo, di doom trattasi, ma circoscriverlo entro limiti così angusti non renderebbe giustizia ad un’opera che mi ha ricordato i passaggi più sepolcrali percorsi dai Sisters of Mercy di “The reptile house EP” e pure i Canaan (oltre ai Malombra, immancabili), con una “Yule” che scivola lentamente nel vortice avvolgente della psichedelia più umbratile. L’apporto al basso di Matteo Ricci (che di Neo Locus è pure produttore) si dimostra decisivo nell’infondere ai brani dinamismo e varietà, e forma con l’altro ospite Carlo Opisso una sezione ritmica affidabile, che consente a Tears/Krieg di concentrarsi sul proprio lavoro, che si chiude degnamente con la sulfurea “The witch is dead”, gelida traccia che incrocia Death SS, Angel Witch ed il King Diamond più introverso. L’organo chiesastico che apre “I ask the flies to forgive me” ed i cupi rintocchi di campana che chiamano a raccolta la comunità rimandano agli Abysmal Grief, l’importanza di questa traccia (che apre il disco) va ben oltre la semplice reiterazione di formule già note, disvelando le potenzialità di un progetto che, a dieci anni dalla sua fondazione, trova finalmente occasione propizia per dimostrare il suo valore. Che si dia inizio alla processione…

Per informazioni: http://bloodrockrecords.bandcamp.com/album/neo-locusmce_marker
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