The Nightchild: Watching You

0
Condividi:

Uscito subito dopo Capodanno come una sorta di buon augurio, il nuovo lavoro dei The Nightchild, band originaria di Donetsk, Ucraina, ancora comprensibilmente non molto nota dalle nostre parti si spera conquisti l’attenzione finora mancata: Watching You è presentato dalla tedesca Cold Insanity Music che ha prodotto anche il disco precedente. Nati come duo e oggi trio – Alexey ‘Nightchild A.’ Nikitchenko, Sergey Andreev e Mr. Loopen’ – i The Nightchild si sono ispirati fin dal debut album del 2009 alla tradizione del gothic rock, disegnando atmosfere ‘sanguigne’ ma solidamente compatte, dominate da una vigorosa chitarra e un robusto basso a creare sonorità nitide ed intense: in sostanza un ascolto piacevole e di livello assolutamente decoroso. Prendiamo in considerazione la prima traccia, “Vampire Path”: l’esordio strumentale, tra chitarra e basso, è in effetti brillante e la chitarra resta al centro con accattivanti, tenebrose note. Il passaggio alla successiva “The Hunt” è decisamente fluido e qui incontriamo la gradevole parte vocale a cura di Alexey ‘Nightchild A.’ Nikitchenko, forse non indimenticabile ma, per così dire, alquanto ‘charmant’; non male anche i delicati arpeggi iniziali di “Broken Hope” in cui il frontman punta sul ‘sensuale’ e sul romantic, onestamente con risultati molto buoni, mentre “Into Your Dreams” ripropone l’abbinamento vincente di basso e chitarra, quest’ultima con riff gradevoli e lineari dal sapore malinconico, che potrebbero essere apprezzati dai fan dei Sisters of Mercy e Mission, benché i The Nightchild appaiano, al confronto, parecchio ‘epurati’. Poi, dopo la più anonima “Journey Inside”, la title track dimostra che i nostri sanno creare scenari più cupi, quando vogliono e, poco più in là, “Under the Spell”, è caratterizzata da un altro riuscito riff alla chitarra. In chiusura, oltre al ‘classicheggiante’ “Nosferatu”, che gravita sempre in area Sisters of Mercy, menzioniamo solo l’ultimo pezzo, “With You”, in cui la chitarra si fa davvero onore e lo stile sembra riallacciarsi piuttosto ai migliori The 69 Eyes. Watching You è, a mio avviso, un lavoro onesto e curato e il fatto che non osi uscire da canoni già noti e non proponga granchè di nuovo, nulla toglie alla sua fondamentale schiettezza e genuinità: di questi tempi è già tanto.

Condividi:

Lascia un commento

*